Come cambia l’UdA: scontro Cuccurullo-Napoleone e inchieste al capolinea

Alessandro Biancardi

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Come cambia l’UdA: scontro Cuccurullo-Napoleone e inchieste al capolinea
CHIETI. E’ solo un “taglio” allo stipendio di Marco Napoleone, general manager della d’Annunzio, o dietro la convocazione del Senato accademico di lunedì prossimo su quest’unico punto all’odg c’è qualcosa di più?

Da tempo ormai dietro gli atti amministrativi del rettore Franco Cuccurullo, anche di routine (in questo caso ci sono i rilievi del Miur sull’entità dei compensi riconosciuti nel contratto al direttore generale) è facile scorgere un contrasto tra i due massimi responsabili dell’UdA, un tempo amici. Tanto amici che l’incarico di cui si parla - e quindi il compenso - sono stati sottoscritti dal rettore per tre volte: settembre 2003, ottobre 2006 ed infine il 28 ottobre 2010. Poi il grande gelo, con i contrasti solo in parte noti sulla gestione della d’Annunzio. L’ultima vicenda che li ha visti l’un contro l’altro armati (oltre al licenziamento dei professori ordinari) è stata quella dei ricercatori che attraverso la scorciatoia dell’università Leonardo da Vinci di Torrevecchia teatina stanno cercando di filtrare nella d’Annunzio, in forza di un accordo federativo ritenuto da molti un “cavallo di Troia”. Al verbale di cui abbiamo già scritto,

ha fatto seguito infatti una richiesta ufficiale al rettore per “l’afferenza” di cinque ricercatori al Dipartimento di Scienze giuridiche della d’Annunzio, il cui direttore è Fausta Guarriello. E’ la stessa docente della Facoltà di economia ritenuta un tempo vicina a Marco Napoleone, tanto da accompagnarlo nelle consultazioni per uscire dall’impasse sui professori ordinari licenziati ed ora assente all’ultimo Senato accademico e beneficiaria della possibile “afferenza” che rinforza il suo Dipartimento. Una vicenda che sembra aver rotto la collaborazione con Napoleone a favore di un avvicinamento a Cuccurullo, vista la contrarietà assoluta del direttore generale a far entrare nell’UdA personale non selezionato dall’università. Manovre di palazzo, alleanze in vista delle prossime elezioni a rettore?

Il dato inconfutabile è che all’università di Chieti-Pescara qualcosa sta cambiando e si percepisce che un ciclo sta per finire con tutto quello che ne consegue. L’impressione dall’esterno è che ai vertici dell’UdA si sta consumando una lotta senza esclusione di colpi, quasi una gara di resistenza a chi dura di più: se il direttore generale prima ritenuto il salvatore della patria “d’Annunzio” o il rettore che ora deve pensare anche alle inchieste aperte dalla procura di Chieti. Questo clima preoccupa e non poco i componenti del Senato accademico, costretti a dotarsi di consulenti giuridici per votare consapevolmente su provvedimenti complessi come quello del compenso al direttore generale.

La prima nota del Miur che segnalava al Rettore “anomalie” sul contratto di Napoleone è del 28 settembre 2009: sotto accusa da parte del Mef (ministero dell’economia e delle finanze) l’indicizzazione al tasso di inflazione del trattamento economico del direttore amministrativo, confuso qui con il direttore generale, come faceva notare in risposta il Rettore in una risposta del mese successivo. Seguivano note e contronote sia del Mef che dei Revisori dei Conti dell’UdA, i quali ultimi evidenziavano che il rapporto di lavoro del dirigente generale aveva (ed ha) natura libero-professionale e non di dipendenza gerarchica. Altra corrispondenza ed infine la richiesta ultima del Miur, datata 19 luglio scorso, «per eliminare le irregolarità riscontrate». In sostanza un invito al taglio dello stipendio, di cui si parlerà lunedì quando si dovrà anche discutere del parere espresso dall’avvocato Angelo Clarizia, consulente di Napoleone, che smonta punto per punto la posizione del Ministero: non siamo in presenza di un direttore amministrativo e in questo incarico non solo non c’è nessuno vincolo gerarchico, ma la figura del general manager è inserita nello Statuto dell’UdA approvato dal Ministero nel 2005. Cosa decideranno i presidi nel Senato? Difficile dirlo anche se queste vicende sono estranee alla didattica e non giovano all’Ateneo. Come le inchieste sull’acquisto del Ciapi, sul Cineca, sulle ricerche per l’autorizzazione dei farmaci o quelle sulle presenze e sui rimborsi spese del rettore.

Che ci faceva invece il 12 maggio scorso la Guardia di Finanza all’Università d’Annunzio (nella foto)? Non era lì certamente per il convegno organizzato dal professor Gaetano Bonetta per discutere sul recupero del concetto di persona: i finanzieri entrarono decisamente negli uffici del Rettorato e chiesero all’usciere di essere annunciati al piano di sopra. Il tempo di una telefonata ed il passi immediato. Ma la visita al primo piano fu breve e poco la GdF si diresse verso l’ufficio del personale, con una permanenza decisamente più lunga. Missione compiuta? Non se ne è saputo più nulla, fino a quando si è scoperto che c’era un’indagine sulle presenze del Rettore all’università e alla Asl e sui suoi rimborsi spese, di competenza di quell’ufficio. Bocche cucite in Procura, intanto le voci si inseguono anche se le vicende sembrano datate (anche del 2005).

Sembrano lontani i tempi di cene di gala, di esibizioni teatrali in Francia, di spensieratezza, di visite culturali o anche solo di sfiziosità alimentari, come qualche cioccolateria. Nulla di irregolare, solo il segno di tempi – e di amicizie - che non ci sono più.

Sebastiano Calella  22/09/2011 10.14