Francavilla Comune in rosso vende piscina, comitato di cittadini prova a ricomprarsela

Alessandro Biancardi

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Francavilla Comune in rosso vende piscina, comitato di cittadini prova a ricomprarsela
FRANCAVILLA. Ormai è deciso. La piscina comunale di Francavilla al Mare e la struttura Ex Omni saranno vendute per fare cassa e ripianare quei sei milioni di euro di debiti fuori bilancio lasciati in eredità dalle vecchie amministrazioni.

Con la delibera numero 12 del 5/8/2011 e con il voto favorevole di 11 consiglieri e 5 contrari (Angelucci, D’Amario, Nunziato e Moroni e Cappelletti ), il Comune ha deliberato che  sia l’immobile denominato ex Omni (attualmente solo in piccolissima parte utilizzato per attività sociali mentre la maggior parte della superficie disponibile è vuota), sia la piscina comunale (non  adatta a fini agonistici e utilizzata a fini commerciali) saranno presto alienate.

A spiegare senza mezzi termini il perché di questa scelta estrema è l’assessore Alibertini intervenuto durante la seduta del Consiglio comunale. «Tale proposta», dice, «è motivata dalla necessità di trovare copertura dei debiti fuori bilancio che ammontano a circa 6.000.000  euro risultanti dal bilancio previsionale annuale 2011. Il valore di riproduzione a nuovo della piscina è pari a 3.586. 326,40, mentre il valore di mercato stimato è di 3.166.659 euro  come da stima dell’agenzia del territorio di Chieti mentre il valore dell’Ex Omni è pari a 2.000.000 euro».

Una scelta mal sopportata da un gruppo di persone che si identifica su Facebook come “Ufficio del Cittadino” che ribadisce il suo no e si dice pronto a raccogliere i soldi per poter riacquistare la struttura,  ma soprattutto  una decisione che porta alla ribalta vecchie responsabilità di chi illo tempore aveva il compito di amministrare al meglio il bene pubblico.

«Come faremo a racimolare una simile somma», dice Gennaro Nardi, che si fa promotore dell'iniziativa «per riappropriarci di un bene che appartiene a Francavilla? Anche se sarà difficile abbiamo in testa di formare un comitato cittadino per raccogliere, su un apposito conto corrente bancario, i fondi necessari a partecipare all’offerta pubblica di acquisto. Invitiamo tutti i francavillesi ad unirsi, contattandoci su Facebook».

Un campanilismo che difficilmente salverà l’immobile dalla vendita,  visto che questa è una «misura necessaria», aveva detto il sindaco Antonio Luciani, «per far fronte ai debiti fuori bilancio». Ma i cittadini non demordono. «La piscina è stata costruita con i soldi dei francavillesi», tuona l’Ufficio, «ed è stata gestita da privati senza benefici per noi cittadini e per le casse comunali (la guardia di finanza aveva definito  la gestione della piscina un esempio di cattiva amministrazione e di spreco di denaro pubblico». Ma la vendita della piscina non può non riportare alla memoria la sua gestione decennale affidata ad un privato senza mai versare il canone al Comune. A permettere questo “menage” provocando un danno per le casse comunali che la Finanza ha quantificato in 550mila euro sarebbero stati i funzionari comunali dell’allora amministrazione Angelucci che non hanno mai fatto sottoscrivere il contratto di affitto dell’impianto, concedendone la gestione gratis et amore dei.

La Corte dei conti aveva chiesto infatti proprio a Roberto Angelucci, allora sindaco, ed agli assessori Franco Di Muzio, Daniele D’Amario, Anna Chiementa e Alfredo De Felice di rispondere di quella consistente perdita erariale dovuta al mancato introito dell’affitto per la piscina.

 «A nessuno interessa sapere chi sono i responsabili dell’indebitamento?», dice oggi  l’Ufficio del Cittadino, «noi faremo di tutto invece per metterli in evidenza, alcuni siedono ancora nei banchi del Consiglio comunale. Sono i loro patrimoni che devono compensare ora i debiti accumulati».

 m.b.  21/09/2011 13.47