Chieti, la proposta di Coletti: «facciamo controlli sui conti della Provincia»

Alessandro Biancardi

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CHIETI.  Necessità di fare chiarezza sui conti della Provincia e revisione del rendiconto attivo e passivo dell’Ente.

Sono questi gli imperativi di Tommaso Coletti, ex presidente della Provincia di Chieti, da luglio 2004 a giugno 2009, e da circa due anni al centro delle polemiche per i presunti debiti lasciati dalla sua amministrazione.  Ora proprio lui, il bersaglio “preferito”della maggioranza (che fino a pochi  giorni scorsi lo accusava di aver provocato un buco di 3,8 mln alle casse provinciali), propone una soluzione, sfidando le critiche degli avversari. Secondo Coletti, infatti, «il conto consuntivo 2010 presenta una mole eccessiva di residui, sia attivi che passivi ed è per questa ragione che chiederà la convocazione della competente commissione consiliare per esaminare, nel dettaglio, tutte le poste  residuali, la loro origine e le ragioni per le quali permangono tuttora».

Si tratta di residui attivi per complessivi 107 milioni di euro,secondo il consigliere del Pd, somma che deve  rientrare alla Provincia, «accertata con documenti alla mano negli anni scorsi  e non ancora riscossa, così come il residuo passivo complessivo, totale somme impegnate e non spese, per un  importo  di 122 milioni di euro, sono  elementi turbativi del risultato complessivo della situazione  economica e finanziaria dell’Ente».

 «Sarebbe un iniziativa coraggiosa», ha commentato il capogruppo del Pd, Camillo D’Amico«e coerente con quanto emerso dalla recente assemblea nazionale indetta dall’Upi  a Roma dove  sono venute fuori proposte concrete su un complessivo riordino dell’architettura istituzionale, ambiti di competenza e confini di potestà delle province ma anche la possibilità di utilizzare le poste di bilancio iscritte nei residui passivi non più esigibili da terzi».

Lo stesso D’Amico, giorni fa, era sceso in prima linea a difendere Coletti contro le accuse rivoltegli da Etelwardo Sigismondi, definendo le critiche come «l’ennesimo tentativo di trascinare nel fango l’ex presidente e la credibilità del partito».

«La Commissione consiliare competente non può essere chiamata ad effettuare alcun accertamento dei residui perché nel momento in cui approva gli atti di Bilancio, essi già contengono il quadro generale della situazione finanziaria dell’Ente, compresi i residui attivi e passivi. La verità – dice l’Assessore al bilancio Alessio Monaco - è che ciò che oggi l’ex Presidente Coletti vuole far passare come una proposta, è il tentativo di nascondere sue precise responsabilità: la sua amministrazione avrebbe infatti potuto e dovuto fare ciò che lui oggi chiede, e invece non ha fatto. Come emerge dai documenti,  la sua Amministrazione si è concentrata esclusivamente nel produrre avanzi di amministrazione di dubbia quantificazione che sono stati integralmente spesi, oltre a creare debiti fuori bilancio che porteranno la Provincia al dissesto. Le idee sui conti dell’Ente sono così chiare – per rispondere a Coletti – che anche il Consuntivo 2010 si è chiuso con un disavanzo di amministrazione ereditato di oltre 5 milioni di euro. Ricordo al consigliere Coletti che un’attenta analisi dei residui attivi e passivi sta già portando ad accertare una situazione ancora peggiore per le finanze della Provincia e questa volta non ci limiteremo a riconoscere i debiti ma chiederemo conto a chi li ha creati».

m.b. 19/09/2011 10.25