Chieti, piscina comunale resterà aperta. Marzoli: «a che prezzo?»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. La piscina comunale di Chieti resterà aperta. E' quanto emerge dalla nuova determina comunale di proroga datata 12 settembre 2011, con la quale il Comune si impegna a mantenere in funzione la struttura.

«Dal momento che», si legge,  «la chiusura comporterebbe un  deprezzamento del servizio con conseguenze di natura economica per il Comune di Chieti e la interruzione di contratti in essere con molti istruttori». Ma Alessandro Marzoli, vice presidente consiglio comunale di Chieti , solleva dei dubbi. «E’ vero che la non chiusura della piscina», dice,« farà tirare un respiro di sollievo alle famiglie e agli atleti che usufruiscono del servizio ma a che prezzo?».

Secondo il vice presidente  a causa della pigrizia amministrativa (solo il 12 settembre si è  avuta la certezza che la piscina comunale di Chieti sarebbe restata aperta) e di una assenza di programmazione politica per lo sport cittadino, si va incontro ad altri quattro mesi senza interventi di ristrutturazione, ammodernamento e messa in sicurezza dell' impianto, operazioni che, secondo Marzoli, «non dovevano in alcun modo essere procrastinate e che per diversi mesi non saranno effettuate ( andando così a penalizzare ancora una volta gli utenti )».

«A tutto questo», continua,  «si aggiunga il fatto che la  nuova determina di proroga, legge comunitaria alla mano, potrebbe essere viziata di illegittimità dal momento che vi è già stata una proroga di un anno al vecchio gestore ( settembre 2010 – settembre 2011 )». E’ per questo che il vice presidente chiede alla Giunta la pubblicazione di un bando europeo di concessione delle piscine con l’individuazione di un gestore che possa occuparsi della struttura e che sindaco e assessore allo sport  si pronuncino  sul futuro del Palatricalle.

 «Anche per questa struttura», conclude,« dovrà passare un anno e si dovranno creare disagi agli sportivi prima di scegliere cosa fare ?»

m.b.  16/09/2011 11.15