Vertenza Golden Lady, domani incontro decisivo al Ministero dello Sviluppo

Alessandro Biancardi

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GISSI. Lo hanno detto e lo hanno fatto: i rappresentanti del Comitato di salvaguardia dell’occupazione in Val Sinello incontreranno il ministro dello sviluppo economico a Roma.

Tra le richieste il riconoscimento dell’area di crisi nel Sinello e l'opposizione alla chiusura dello stabilimento Golden Lady di Gissi.

E in quella sede presenteranno il documento unitario di crisi, elaborato sotto il coordinamento della Provincia di Chieti con il contributo della Regione Abruzzo, della Provincia, dei Comuni di Gissi, Furci, Scerni e Monteodorisio, delle organizzazioni sindacali e di Confindustria Chieti.

L’appuntamento era già nell’aria da tempo. Lo aveva annunciato il presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio che si diceva preoccupato per le ricadute occupazionali che la chiusura della Golden Lady avrebbe potuto provocare ed era pronto ad intervenire.

«Dobbiamo affrontare le situazioni di crisi del comprensorio facendo fronte comune», affermava, «per evitare che le aziende chiudano battenti lasciando a casa i lavoratori, e che anzi arrivino altre aziende i cui progetti siano compatibili con il territorio, il resto non ci interessa».

E domani si discuterà proprio di questo. Al centro del confronto ci sarà proprio il documento unitario di crisi che contiene misure tese a rilanciare l’area in Val Sinello consolidando e recuperando le attività esistenti e favorendo il reimpiego dei lavoratori interessati, soprattutto nei settori metalmeccanico-automotive, abbigliamento e alta moda.

Il documento-soluzione alla crisi nasce in seguito alla delibera di Giunta regionale (n.499 del 25/07/2011) che ha definito «l’area industriale della Val Sinello, con particolare riferimento alla centralità istituzionale rappresentata dai comuni di Gissi, Monteodorisio e Scerni, quale unica grande area di crisi industriale complessa in quanto ricadente nella fattispecie di crisi che coinvolgono una o più imprese di grande e media dimensione».

Di qui è partita la corsa ai ripari e la Regione Abruzzo attraverso l’assessorato al lavoro, ha adottato il piano operativo 2007-2013, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, come strumento per la realizzazione di iniziative di inclusione sociale, formazione e di particolare attenzione al sostegno all’occupabilità per i lavoratori e per le imprese.

Tra alcuni degli obiettivi previsti dal piano c’è il progetto speciale multiasse “Lavorare in Abruzzo 2” finalizzato ad aumentare i livelli occupazionali regionali attraverso la creazione di un contesto migliore per i datori di lavoro, il progetto speciale “Internazionalizzazione nelle Imprese” che mira a promuovere una cultura aziendale diffusa volta all’ampliamento dei mercati e all’acquisizione di nuove e strategiche.

Segue il progetto speciale multiasse “Sviluppo del Microcredito a sostegno della crescita e dell’occupazione”, rivolto a due categorie, microimprese e persone svantaggiate (disoccupati, inattivi, immigrati, destinatari di sussidi) che intendono creare una impresa autonoma, ma che non possono accedere ai servizi bancari tradizionali.

Una serie di misure, insomma, che gettano le basi per una ripresa della crisi del Sinello e sono tante le organizzazioni sindacali e datoriali che si sono dichiarate disponibili ad un confronto finalizzato alla ricerca di soluzioni congiunte. «Credo sia la prima volta in assoluto nella nostra provincia che su un tema delicatissimo», commenta il presidente Enrico Di Giuseppantonio, «vi sia un’assoluta unità d’intenti, abbiamo fatto fronte comune». Ma la partita più grande si giocherà domani, a Roma.

13/09/2011 13.35