Consorzio bonifica, in vendita gli uffici dell’ente. Progetto Lanciano: «basta con gli strappi»

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. «La chiusura del Consorzio di Bonifica penalizzerà pesantemente la maggioranza dei consorziati». A dirlo sono le liste civiche Progetto Lanciano e Rinnoviamo Lanciano che si scagliano contro la vendita  delle sedi dell’ente e si rivolgono alle istituzioni perchè scongiurino «l’ennesimo strappo».

 

La polemica che si trascina da tempo riguarda la decisione del Consorzio che, per ripianare i suoi debiti (si parla di 6 milioni di euro), si vedrebbe costretta  a cedere gli immobili di proprietà che si trovano ad Atessa, Casoli, Lanciano, Palena, mantenendo al contempo la sede centrale a Vasto.

Misure che non scendono giù ai consorziati di Lanciano e dell’area frentana  che vorrebbero la sede in Val di Sangro (Piazzano di Atessa) sia per la posizione centrale rispetto all'intero territorio gestito dal Consorzio, sia per il fatto che in quella zona si trovano la maggior parte dei consorziati.

«Il bacino frentano eroga il servizio irriguo su  una superficie di circa 7.800 ettari», dicono infatti le liste civiche, «a differenza del bacino vastese su una superficie di circa 2.700 ettari. Come se non bastasse i consorziati della Frentana partecipano alle spese di gestione dell’ente per circa  i 2/3. Nonostante i numeri parlino chiaro la politica prende decisioni incomprensibile agli occhi dei cittadini con conseguenti pesanti ripercussioni nei confronti della maggioranza degli utenti del Consorzio».

E infatti, ricordano Pl e Rl, la vendita di questi immobili «va a chiudere il cerchio di altre dannose misure di cui il territorio frentano è destinatario: lo scippo della sede Asl, il tentativo di delocalizzazione dell’ospedale di Lanciano e la paventata chiusura del tribunale».

«I tentativi di salvataggio della sede frentana», concludono le liste civiche, « del Consorzio di bonifica avanzati nei mesi scorsi dal consigliere regionale Nasuti sono purtroppo miseramente caduti nel vuoto dimostrando ancora una volta lo scarso peso politico del nostro territorio nelle partite decisive per la salvaguardia dei nostri interessi. E’ per questo che  lanciamo un appello affinché ci sia una forte azione politica dei sindaci, coordinata dall’amministrazione comunale di Lanciano, per sventare l’ennesimo tentativo di scippo perpetrato ai danni della Frentania».

m.b.  12/09/2011 14.13