Rubano la droga sequestrata: misterioso furto in tribunale a Chieti

Alessandro Biancardi

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Rubano la droga sequestrata: misterioso furto in tribunale a Chieti
CHIETI. Un furto incredibile, ingegnoso, compiuto con tutta calma e chissà quanto tempo fa. Solo questa mattina alcuni dipendenti del tribunale di Chieti si sono accorti della razzia che alcuni malviventi hanno compiuto nel periodo delle ferie.

Il gruppo di ladri è riuscito a penetrare superando diversi ostacoli fino all'interno del deposito del tribunale di Chieti dove vengono custoditi migliaia di corpi di reato che sono stati inventariati e che serviranno per lo svolgimento di centinaia di processi. Non è ancora chiaro cosa sia stato rubato e non c'è al momento una lista dettagliata degli oggetti che sono stati sottratti. Si sa per certo però che almeno 40 chili di droga, sequestrata in diverse decine di operazioni di polizia, non è più nel magazzino.

La scoperta è stata fatta due giorni fa ma i carabinieri che indagano l'hanno confermata soltanto oggi. I ladri sono penetrati negli uffici del tribunale al primo piano dove appunto si trovano i magazzini che custodiscono i corpi di reato. Secondo quanto riferito dai carabinieri della compagnia di Chieti, per arrivare a mettere le mani su oggetti preziosi e non, i ladri hanno utilizzato la fiamma ossidrica ed hanno praticato un'apertura nella porta blindata della stanza.

Al momento i carabinieri -coadiuvati da alcuni dipendenti del tribunale- stanno stilando la lista precisa degli oggetti che sono stati sottratti tra i quali potrebbero esserci anche molti preziosi e gioielli. Per entrare nell’edificio di largo Cavallerizza la banda sarebbe riuscita a scardinare il portone praticando un'apertura probabilmente utilizzando sempre la fiamma ossidrica.

Una volta scardinato il portone gli uomini si sono introdotti nell'edificio e sono arrivati fino ai magazzini.

I carabinieri della compagnia di Chieti precisano tuttavia che la merce rubata era già stata sottoposta alla campionatura per le esigenze processuali e che quindi questo furto non dovrebbe incidere in alcun modo sull'andamento dei processi penali.

Secondo gli investigatori il furto sarebbe frutto di un progetto studiato da tempo messo in atto da professionisti per cui si indaga verso gli ambienti malavitosi locali ma anche delle province limitrofe.

E questa mattinata si è già tenuta una riunione in Prefettura alla presenza dei comandanti provinciali delle forze di polizia, presieduta dal Prefetto, Fulvio Rocco de Marinis. Nel corso dell’incontro, al quale hanno partecipato anche il presidente del Tribunale, Geremia Spiniello, ed il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, sono stati esaminati fatti e circostanze e disposta una immediata  intensificazione delle  misure di vigilanza. Altre misure a medio e lungo termine sono state individuate affinchè non si ripetano situazioni del genere.

08/09/2011 14.07