Rifiuti a Casalincontrada, la Coop Tea: «tratteremo 360 tonnellate al giorno»

Alessandro Biancardi

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CASALINCONTRADA. La società cooperativa Tea Recupero Imballaggi replica al Wwf: «nessun danno ambientale».*I CITTADINI DI BRECCIAROLA PENSANO AD UNA CLASS ACTION

La cooperativa è costituita dai promotori del progetto per la gestione dell’impianto previsto a Casalincontrada e attualmente al vaglio della Regione Abruzzo per la verifica di assoggettabilità di impatto ambientale.

Se nel passato, spiega la Tea Recupero Imballaggi, «è stato ritenuto inutile replicare alle pretestuose prese di posizione di alcuni rappresentanti dei cittadini e di alcuni esponenti politici, appare opportuno fornire chiarimenti nei confronti del Wwf  che da sempre tutela in maniera disinteressata gli interessi delle comunità locali».

La cooperativa dunque chiarisce che nell' impianto «la capacità di trattamento è pari a 15 tonnellate all'ora, che corrispondono a 360 tonnellate al giorno, considerando la lavorazione su tre turni nelle 24 ore. Poiché la dotazione impiantistica è stata organizzata su due linee operative di pari dimensione, la potenzialità complessiva – a regime – di trattamento ammonta a circa 720 tonnellate al giorno di materiale in ingresso».

La Tea spiega inoltre che la tavola n. 14 – Piano di Assetto Idrogeologico Carta della Pericolosità – allegata allo Studio di Impatto Ambientale presentato in Regione «evidenzia che l’area oggetto di intervento ricade parzialmente nella zona di categoria P1 – Pericolosità moderata ovvero in aree interessate da dissesti con bassa possibilità di riattivazione. Le Norme di Attuazione del Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico recitano (Capo IV) ''Nelle aree a pericolosità moderata sono ammessi tutti gli interventi di carattere edilizio e infrastrutturale, in accordo con quanto previsto dagli Strumenti Urbanistici e Piani di Settore vigenti, conformemente alle prescrizioni generali di cui all’articolo 9''.

La cooperativa sottolinea inoltre che il nuovo impianto «non provoca alcun danno diretto o indiretto all’ambiente ed è in linea con quanto previsto con la direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 ovvero sostenere l’uso di materiali riciclati in linea con la gerarchia dei rifiuti con l’obbiettivo di realizzare una società del riciclaggio non ricorrendo allo smaltimento in discarica o all’incenerimento».

Il Wwf contestava inoltre «la libera iniziativa dei privati» e la mancanza di «procedure trasparenti» per la localizzazione dell'impianto ma la cooperativa smentisce anche questo punto: «il Piano Territoriale delle Attività Produttive vigente, approvato con Delibera del Consiglio Provinciale di Chieti, n. 125, dell’11 dicembre 2007, prevede espressamente, dopo aver richiamato le disposizioni nazionali e regionali in materia, “che gli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti speciali e/o pericolosi di origine industriale (o comunque non di origine urbana o assimilata) siano da ubicare, quale criterio preferenziale univoco, nelle aree artigianali e industriali già esistenti ovvero previste dalla pianificazione territoriale. La dott.sa Loredana Di Paola non dovrebbe sorprendersi per quella localizzazione in quanto, l’ubicazione dell’intervento non è stata lasciata alla libera iniziativa dei privati. Gli strumenti di pianificazione vigenti prevedono quella destinazione e tutto ciò risulta verificabile visitando il sito della Regione Abruzzo, sezione Geoportale – Sistema Informativo Geografico che altro non è la tecnologia digitale richiamata nella Sua inesatta nota. La Tea smentisce inoltre che il capannone per il trattamento di rifiuti solidi sia dalle dimensioni simili a quella del centro commerciale Megalò: «ciò è falso: il Megalò ha una superficie coperta in pianta di circa 56.000 mq (370m X 152m) mentre il sito in progetto per il recupero degli imballaggi ha una superficie coperta di 19.200 mq ovvero circa 1/3 della superficie coperta di Megalò».

08/09/2011 9.01

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I CITTADINI DI BRECCIAROLA PENSANO AD UNA CLASS ACTION

CHIETI. I cittadini di Brecciarola da tre anni protestano per il «continuo sfruttamento» di una zona già messa sotto pressione dalla discarica Casoni e l’impianto per il trattamento meccanico biologico. Adesso si apprende che sono possibili l’installazione della piattaforma ecologica e di un elettrodotto.

Ieri il primo grido d’allarme è arrivato da Roberto Orsini, presidente del Comitato Il Bivio, movimento nato per la salvaguardia dell’ambiente e della salute, e da quattro consiglieri comunali, Gianni Di Labio, Marco Di Paolo, Diego Costantini e Sergio Montanaro di Casalincontrada. All’incontro era presente anche Donato Marcotullio, coordinatore Cittadino di Forza del Sud – Chieti, intervenuto a titolo di amicizia e invitato da Gianni Di Labio.

«Nella zona di Brecciarola – spiega Gianni Di Labio si concentrano troppi fattori inquinanti; le nostre abitazioni non valgono quasi più niente e la salute ne ha iniziato a risentire».

«Per la puzza – aggiunge Marco Di Paolo – non ci sono strumenti che ne possano dimostrare la presenza. L’Università di Padova sta effettuando degli studi a tal propostio e si pensa che l’osmofobia provochi intolleranza agli odori, forti stress e continui mal di testa».

«Chiediamo, pertanto, - dice Diego Costantini – che tutte le persone che avvertono questi sintomi di andare dal medico per farsi accertare clinicamente i disturbi così da poter avviare la class action con certificati alla mano. L’articolo 32 della Costituzione parla di diritto alla Salute. Per Brecciarola l’articolo 32 non ha valenza?».

«Siamo stati etichettati come populisti – aggiunge Montanaro. Io sono consigliere di opposizione a Casalincontrada, però per Brecciarola ci devo passare tutte le mattine. Qui stiamo parlando del futuro della nostra zona e soprattutto di salute pubblica. A Casalincontrada la situazione è degradata ma allo stesso tempo ha un ruolo determinante in questa vicenda. Nei pressi di Casalincontrada e Brecciarola dovrebbe nascere la famosa Piattaforma Ecologica. Ecco perché oggi sono qui, per contribuire insieme ad altre forze politiche e movimenti alla salvaguardia del nostro territorio».

«Questa vicenda – aggiunge Roberto Orsini – si dovrà risolvere al più presto, stiamo ancora aspettando che il sindaco ci riceva». «Stiamo parlando – conclude Gianni Di Labio – di salute pubblica e di rispetto per i nostri concittadini. Brecciarola è una fucina di inquinamento. Non siamo più disposti ad accettare questo tipo di trattamento. Siamo pronti ad una class-action e siamo convinti che i cittadini di Brecciarola saranno uniti in questa battaglia».
08/09/2011 11.55