Parco della costa teatina, martedì Di Giuseppantonio e sindaci al Ministero

Alessandro Biancardi

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Parco della costa teatina, martedì Di Giuseppantonio e sindaci al Ministero
CHIETI. Il Ministero dell’Ambiente ha convocato per il 6 settembre prossimo a Roma il presidente della Provincia di Chieti.

Con Di Giuseppantonio sono stati convocati anche i rappresentanti dei comuni che ricadono nel territorio del Parco Nazionale della Costa Teatina, istituito con la legge 93/2001 e che oggi, dopo dieci anni di ritardi, sta muovendo i suoi primi passi.

Sarà un incontro importante, anche se non decisivo, per accelerare o rallentare l’iter che deve accompagnare la concreta nascita del Parco.

La Costituente ''VogliAmo il Parco'', rete di persone e di associazioni costituita nell'ottobre 2010 presenta una prima proposta su agricoltura e parco, basata su esperienze positive già collaudate altrove. «Il documento», spiegano gli ideatori, «non vuole essere esaustivo e chiuso a ogni modifica, ma al contrario si pone come una base di riflessione, aperta a ogni contributo positivo.

Il Parco, ne siamo convinti e ne sono convinti con noi  gli oltre diecimila abruzzesi che ci hanno contattato dandoci il loro incoraggiamento e il loro sostegno, rappresenta una occasione unica per un territorio da tempo in difficoltà. Oggi nessun settore produttivo è in fase di sviluppo. Si riduce il numero degli occupati nell’industria mentre l’artigianato sopravvive solo se di qualità, legato alle tradizioni locali».

«Se i giovani oggi hanno scarsissime prospettive», continua l'associazione, «bisogna scommettere sul Parco e non osteggiarlo. Un’area costiera protetta significa il rilancio di un turismo di qualità, la creazione di un mercato privilegiato per i prodotti agricoli, un deciso miglioramento della qualità della vita per gli abitanti e il rilancio di piccoli centri, anche oltre i confini dell’area protetta, altrimenti destinati a un progressivo spopolamento».

Per trovare un significativo esempio positivo secondo la Costituente basta guardare all’esperienza del Gran Sasso Monti della Laga: «non si dica che la situazione della costa è diversa, perché gli operatori più illuminati da anni stanno denunciando il fallimento di una scelta turistica fatta di puro “consumo”, con folle - oggi peraltro sempre meno numerose - che prendono d’assalto gli stabilimenti balneari per due mesi l’anno abbandonando le città ai soli abitanti per gli altri dieci mesi».

03/09/2011 9.30