Confiscata villa da 1,2 milioni a coniugi rom

Alessandro Biancardi

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VASTO. La Corte d'Appello dell'Aquila ha disposto la confisca di una villa e di un'automobile, del valore complessivo di un milione e 200 mila euro.

I beni sono risultati di proprietà di due rom, marito e moglie, di Vasto . Gli accertamenti patrimoniali sono stati condotti dalle Fiamme Gialle di Vasto, su delega della Procura della Repubblica vastese.

Entrambi i coniugi, riferiscono gli inquirenti, sono dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti. Accertata la proprietà dell'Audi A 4 e della villa la Procura di Chieti ha richiesto la confisca dei beni e l'obbligo di dimora per i due in quanto ritenuti «persone socialmente pericolose, dedite ad illecite attività e prive di redditi».

Il Tribunale di Chieti, lo scorso febbraio, riconoscendo la pericolosità sociale dei due coniugi, aveva rigettato la proposta di confisca dell’immobile accogliendo solo quella dell’autovettura. La confisca della villa, invece, era stata negata in quanto l’immobile è stato costruito su terreno acquisito dai genitori di uno dei due coniugi che, successivamente, hanno donato ai nipoti (i figli allora minorenni dei due coniugi) sia il terreno che l’immobile costituito su di esso, divenuto di loro proprietà per “accessione”.

La Procura della Repubblica di Chieti ha presentato ricorso alla Corte d’Appello de L’Aquila.

Nel frattempo, nel mese di luglio, i due coniugi sono stati tratti in arresto dai carabinieri di Pescara per detenzione ai fini di spaccio di 10 chili di sostanze stupefacenti (7,5 chili di eroina e 2,5 chili di cocaina), confermando l' attività criminale dei due. Nell’ambito di questo procedimento penale in esecuzione di provvedimento del Gip di Vasto è stato effettuato dalle fiamme gialle e dai carabinieri di Vasto un sequestro preventivo ai sensi della legge di contrasto alla criminalità mafiosa.

Successivamente, la Corte d’Appello di L’Aquila, con sentenza del 9 luglio 2010 depositata il 2 settembre 2010, ha accolto le motivazioni del ricorso riconoscendo la pericolosità sociale dei due coniugi e la loro dedizione, ancora attuale, allo spaccio di stupefacenti, disponendo la confisca dell’immobile e dell’auto nonché confermando la misura di prevenzione personale dell’obbligo di dimora nei confronti dei due coniugi, che verrà applicata qualora dovessero essere scarcerati.

Il provvedimento di confisca, che assume maggiore rilevanza proprio perché emesso da un Collegio Giudiziario di 2° grado ed avverso il quale sarà possibile solo il ricorso in Cassazione, comporta la totale privazione del bene dai suoi possessori e la donazione di esso a finalità pubbliche da parte dell’Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata.

28/09/10 11.08