«Civeta, gestione senza regole». Wwf:«chi ha creato l’emergenza non può parlare ore di inceneritori»

Alessandro Biancardi

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CUPELLO. Non si placano le spinte per la costruzione di un inceneritore a Cupello, il paese che attraverso il suo sindaco si è reso disponibile ad accogleire l’impianto.

Così nelle scorse settimane si è scatenato un vivace dibattito. Insieme all'Arci anche il Wwf ha espresso la sua contrarietà. «Non si può far leva sull'emergenza rifiuti» afferma la presidente del Wwf Zona Frentana e Costa Teatina, Ines Palena, «per calare sui cittadini scelte che nel lungo termine li porterebbero a pagare elevati costi economici, ambientali e sanitari».

Proprio sulle scelte alla base delle varie e cicliche emergenze rifiuti si sono abbattute alcune inchieste e molti dubbi sugli interessi sottesi che riguardano anche alcuni politici locali.  Secondo il Wwf però se oggi si è inpresenza dell’ennesima emergenza bisognerebbe anch evalutarne le origini e risalire alle responsabilità che sono politiche e gestionali.  

«Per esempio», aggiunge Palena, «le criticità di un impianto come il Civeta, che contribuiscono ad ostacolare il corretto smaltimento dei rifiuti. Innanzitutto non è corretto affermare che la raccolta differenziata va superata e che non è più sufficiente. L'Abruzzo è in fortissimo ritardo rispetto agli obiettivi della normativa nazionale (65% entro il 2012, attualmente siamo intorno al 28%), un ritardo ancora maggiore tra i Comuni consorziati al Cveta (la percentuale attuale è poco sopra il 20%).  A questo si aggiunge la sostanziale carenza di adeguati impianti per il trattamento della frazione organica ed il compostaggio. Un'inadeguatezza dimostrata anche dalla crisi dello scorso mese di maggio, durante la quale il Civeta ha bloccato per alcune settimane il conferimento extra-consortile (alcuni Comuni coinvolti sono arrivati a minacciare di sospendere la raccolta differenziata!). Nel caso specifico del consorzio si aggiunge poi una gestione a dir poco discutibile, i cui costi finora sono interamente ricaduti sui cittadini (solo l'anno scorso in alcuni Comuni la Tarsu è stata aumentata del 30%), che ora rischiano anche di dover subire la costruzione di un inceneritore».

 «In un rapporto del novembre 2009 il commissario regionale Marco Famoso ha definito la gestione del Civeta 'quasi senza regole», aggiunge Alessio Di Florio, referente per l'area vastese dell’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina, «una definizione che sintetizza la poco efficiente gestione, alla base dell'attuale rischio di esaurimento (in pochi anni) per la seconda volta di una vasca della discarica. Negli anni sono state mandate ben 3 diffide (luglio 2007, dicembre 2008, agosto 2009) dalla Regione al Consorzio CIVETA 'dall’effettuare attività di gestione degli impianti difformemente' da quanto dovuto. Durante l'iter autorizzatorio della seconda vasca si è arrivati addirittura ad un vero e proprio scontro istituzionale tra la Regione e il Consorzio. Il 5 Aprile 2008 il sindaco di Cupello Angelo Pollutri ha consentito con un'ordinanza lo "stoccaggio provvisorio" nella vasca, allora in via di autorizzazione presso la Regione Abruzzo. Nel Giugno dello stesso anno Franco Gerardini (Responsabile del Servizio Gestione Rifiuti della Regione) in una nota scritta fa riferimento ad una "presumibile illegittimità" dell'Ordinanza del sindaco Pollutri. Illegittimità definitivamente confermata il 25 settembre 2008 dal parere legale dell'avv. Valeri acquisito dalla Regione Abruzzo. La gestione dell'apertura della seconda vasca della discarica, di cui questi sono alcuni degli episodi caratterizzanti, è oggetto in questi mesi di un processo in corso presso il Tribunale di Vasto nel quale sono imputati il sindaco Pollutri e il direttore del Civeta Sammartino».

Sarebbero dunque questi gli effetti di questa gestione –per l’associazione- ad aver portato all'attuale situazione del consorzio Civeta.

«Chi ne è stato protagonista», conclude Palena, «non può oggi parlare di fallimento della raccolta differenziata e proporre come alternativa l'incenerimento dei rifiuti. L'unica soluzione è una gestione virtuosa e corretta dell'impiantistica e il raggiungimento degli obiettivi di legge, ormai non più prorogabili».

30/07/2011 10.30