Piscina di Chieti, l’appalto slitta ancora ed il Pd protesta

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Ieri l’assessore allo sport Marco Russo ha confermato che il bando per la piscina comunale di Chieti non è pronto e che non si sa quando uscirà».

Alessandro Marzoli, Pd e vice presidente del Consiglio comunale, rincara la dose rispetto ad un comunicato in cui ieri minacciava di abbandonare i lavori della Commissione se non si fosse fatta chiarezza sull'appalto della Piscina. Chiarezza non c'è stata e non solo Marzoli ha abbandonato i lavori, ma si rifiuta di partecipare ad ogni altra commissione in cui stancamente sarà riproposto all'odg l'argomento “appalto Piscina”, senza comunicazioni e tempi certi.

«La linea politica ed amministrativa della Giunta Di Primio sempre pronta a dire “faremo”, al momento del “fare” si squaglia come neve al sole», dice Marzoli. «Il problema per il momento non è l'appalto, su cui potremo discutere in seguito, ma far sapere ai cittadini utenti ed al gestore se a settembre l'impianto riapre. Questo clima di incertezza non giova a nessuno, d'altra parte è tipico di questa amministrazione ondivaga. Sono mesi da quando in Consiglio si è discusso l'argomento – continua Marzoli – si era detto che in poche settimane tutto sarebbe stato pronto per la pubblicazione del bando europeo. Tra un mese o poco più scade la proroga all'attuale gestore. Cosa succederà? La piscina di Chieti è a rischio chiusura?». Le domande ieri non hanno avuto risposta. Ma nel mirino di Marzoli è anche «l'inerzia imbarazzante del sindaco Di Primio e del suo assessore allo sport. Con il passare del tempo – continua l'esponente Pd - crescono le difficoltà per gli aspiranti gestori che non sanno come programmare le loro future attività senza notizie chiare sui tempi della gara di appalto. Anche l'attuale gestore, in regime di proroga, non può realizzare sostanziali interventi di miglioramento, se non sa per quanto tempo ancora avrà la piscina in affidamento». Secondo Marzoli sulla vicenda regna un clima di mistero incomprensibile, che però si ripercuote a danno dei cittadini che usufruiscono di questa che è l'unica piscina di Chieti. A meno che tutti questi silenzi non siano giustificati dall'inchiesta in corso da parte della Procura delle Repubblica di Chieti, i cui tempi si sono dilatati per qualche difficoltà nelle perizie. Da quello che se ne sa, però sembra che l'analisi della gestione ormai più che decennale dell'impianto, che ha attraversato amministrazioni comunali di diverso colore, al massimo potrebbe produrre qualche reato di abuso d'ufficio, qualche danno erariale, ma nulla più. Resta aperto, a Chieti come altrove, il problema dei controlli sugli impianti sportivi comunali dati in gestione ai privati senza un reale vantaggio per il Comune e cioè per i cittadini.



s. c. 29/07/2011 10.59