Asl di Chieti, scoppia la guerra salariale interna

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Un presidio di protesta dei lavoratori della Rdb della Asl di Chieti ha fatto emergere un altro effetto collaterale dell’unificazione tra Chieti e Lanciano-Vasto.

«Non solo i dipendenti sono pagati meno delle altre Regioni – spiega Mario Frittelli, sindacalista di lungo corso – ma ci sono incredibili differenze di stipendio tra chi era inquadrato nella Asl di Lanciano e chi invece lavorava in quella di Chieti. Perversi meccanismi contrattuali hanno determinato nel tempo questa aberrante realtà e oggi l’amministrazione sta ritardando il pagamento dei pochi spiccioli che il Ccnl comunque prevede: si parla di 400 euro lordi annui di produttività e di circa 70 euro lordi mensili per le progressioni di fascia … e non per tutti».

Il tutto, secondo la Rdb, in una condizione attuale di lavoro molto difficile per la carenza di personale e per le difficoltà dell’ambiente di lavoro, senza tener conto del futuro molto buio che fa intravedere il Piano ospedaliero.

«Il progetto di chiusura dei piccoli ospedali e la trasformazione dei grossi ospedali in punti di eccellenza è una utopia irrealizzabile – continua Frittelli – in Abruzzo mancano prevenzione, assistenza domiciliare e servizi sul territorio che, se funzionanti, ridurrebbero le ospedalizzazioni, vero punto nevralgico della spesa sanitaria. Di fatto invece si costringeranno i malati a rivolgersi al privato dopo aver distrutto l’ospedale pubblico».

Insomma una bocciatura senza appello della riorganizzazione sanitaria in Abruzzo (definita “disorganizzazione”), con la critica ai nuovi sistemi “creativi” di assistenza, come i Poliambulatori (Pta, presidi territoriali assistenziali) molto suggestivi e “tranquillizzanti”, ma scarsamente efficaci, visto che non si investe sull’assistenza domiciliare e sull’emergenza.

«Le critiche politiche ed ideologiche sono legittime, anche se non sempre condivisibili – ribatte Patrizia Bianchi, Nursing up - in realtà i problemi contrattuali nascono da vecchie dinamiche che hanno prodotto le differenze nelle fasce retributive. Intanto gli stipendi sono diversi con le altre regioni, perché l’Abruzzo era ritenuta una “regione canaglia. A livello locale invece – continua la referente regionale di Nursing up - c’è stata differenza di attribuzione e di concertazione delle posizioni organizzative, cioè degli incarichi che fanno la differenza degli stipendi: a Chieti, ad esempio valgono il triplo di Lanciano, con i compromessi raggiunti in Rsu. Così sono diversi anche gli straordinari: a Chieti si pagano 60 ore ogni tre mesi, a Lanciano 60 l’anno, anche se il contratto nazionale ne prevede 180».

Insomma la sanità come miscela esplosiva di rivendicazioni salariali interne alla Asl, critiche ai servizi o ai disservizi del Piano sanitario, guerra al privato e sconforto per il futuro degli ospedali pubblici.

s. c. 28/09/10 9.27