Francavilla: più tasse e vendita della piscina comunale. Luciani: «manovra necessaria»

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Un aumento delle tasse su rifiuti e tarsu e la vendita della piscina comunale e dell’ex Omni.

Sono questi alcuni punti del bilancio di previsione che l’amministrazione Luciani, di Francavilla al Mare, si appresterà ad approvare. Un documento contabile che non scende giù però ai consiglieri di minoranza che lo definiscono «gravoso per i cittadini ed incoerente con la linea assunta dal primo cittadino». In particolare, il bilancio di previsione prevede un aumento della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani pari a 415.000 euro, il recupero dell’evasione tarsu di 500.000 euro, contravvenzioni per un ammontare di 360.000 ed infine contributi da privati (accordi di programma urbanistica ) per un totale di 3.600.000 euro. Ma la nota più dolente riguarda la vendita della piscina e dell’ex Omni per un importo complessivo di 5.000.000 di euro.

«Dopo aver fatto proclami sventolando cambiamenti», ha commentato Carlo De Felice capogruppo comunale (Pdl), «al primo appuntamento amministrativo importante (bilancio di previsione) il sindaco si appresta ad approvare un bilancio che di veritiero ha solo l'aumento delle tasse e la svendita del patrimonio comunale».

L’eventualità di vendere la piscina non era certo un mistero. Già nel post-elezioni, il primo cittadino, dopo aver toccato con mano il dissesto economico del Comune (6 milioni di euro di debiti), aveva paventato la possibilità di questa azione, in linea con quanto stabilito dall’ex commissario prefettizio.

Scelta mal sopportata da De Felice e la sua compagine che rincarano la dose: «come può il centrosinistra consentire la vendita della piscina», si chiede la minoranza, «e di un edificio che fatto la storia a Francavilla quando solo un anno fa gli stessi esponenti hanno raccolto le firme contro la vendita? Come fa il sindaco ad approvare un bilancio con entrate così rilevanti e dall'esito incerto da attuarsi entro il 30 novembre considerando i soldi che vengono spesi per l'addetto stampa e il suo staff?».

Immediata la replica di Luciani che sottolinea ancora una volta come la vendita della piscina sia una soluzione estrema e non ancora definitiva nella speranza di trovare strade alternative che permettano di evitare questo strappo.

«La disastrosa situazione economica ed i vincoli di bilancio», precisa il sindaco, «hanno costretto i miei predecessori, come ben sa De Felice, e persino il commissario prefettizio, a prevedere questa azione per riequilibrare il gravissimo scompenso dovuto ai debiti fuori bilancio. E’ evidente sarà solo l’ultima soluzione. La piscina è un gioiello della città, io so bene quanto i francavillesi ne siano affezionati ma loro sanno bene quanto io stia lavorando per risanare la drammatica situazione del nostro Comune».

Se da un lato questa scelta sarà dolorosa è anche vero che il primo cittadino da qualche parte dovrà pur cominciare per coprire i debiti con la banca Ifis ed il passivo delle vecchie amministrazioni.

m.b. 27/07/2011 10.17