«Demolito edificio vincolato», scatta l'esposto alla Procura per l'ex cinema di Atessa

Alessandro Biancardi

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ATESSA. A nulla è valso l'allarme dei giorni scorsi di Italia Nostra: è stato demolito sabato l’ex-cinema Italia di Atessa.
 

Si tratta di un edificio vincolato secondo quanto riferito nei giorni scorsi dall’associazione Italia Nostra che aveva inviato la settimana scorsa una lettera al Ministero dei Beni Culturali per chiedere lo stop di un progetto edilizio approvato dal Comune di Atessa che evidentemente contrasta con le norme di tutela.

Ieri mattina si è mossa anche Rifondazione Comunista che ha inviato un telegramma alla Procura della Repubblica di Lanciano. «Abbiamo anche consegnato direttamente alla stessa Procura», racconta il consigliere regionale, Maurizio Acerbo, «documentazione al fine di accertare se vi siano gli elementi per un intervento dell’autorità giudiziaria».

Dalla lettura della documentazione Acerbo sostiene che balza agli occhi non solo l’impatto devastante del progetto edilizio voluto dall’amministrazione di centrodestra di Atessa ma anche «più di un profilo meritevole di approfondimento da parte della magistratura».

ATESSA AREA DI INTERVENTO

Rifondazione Comunista invita Sovrintendenza e magistratura a intervenire immediatamente con un provvedimento di sospensione dei lavori in corso.

Il progetto prevede oltre la demolizione dell’edificio dell’ex Cinema Italia, ubicato tra Piazza Garibaldi e la Villa, anche quella di due altri piccoli manufatti, la cui esecuzione risale ad oltre cinquant’anni fa e per i quali, secondo Italia Nostra, non è stata eseguita una «esplicita verifica  negativa dell’interesse culturale». L’opera sarà completata dalla realizzazione sui siti di questi edifici e su altri 2.300 mq della Villa comunale di un fabbricato di circa 25 mila metri cubi. Il nullaosta rilasciato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo in data 25 novembre 2009 riguarda gli scavi da effettuare nell’area e non, quindi, denuncia ancora Italia Nostra la trasformazione della piazza. Con successivo  nullaosta della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per l’Abruzzo, rilasciato in data 26 gennaio 2010, pur ritenendosi “che le opere progettate siano compatibili con i criteri di tutela dell’immobile”, si è riconosciuto  che l’immobile stesso - presumibilmente l’ex cinema -  “è sottoposto a tutela monumentale ai sensi del D. Lg.vo n. 42 del 22.01.2004”.


28/09/2010 8.33