Vasto: no alla musica fino a notte fonda. Esercenti «danni per il turismo»

Alessandro Biancardi

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VASTO. A Vasto c’è un’ordinanza del sindaco che fa molto discutere.

Si tratta della n.364/2011 del 14 luglio che vieta alle attività e locali notturni di trasmettere musica fino a notte fonda. «Una misura contro l'inquinamento acustico che tiene conto dell'interesse pubblico», si legge nel documento, «e che quest'anno varrà dal 14 luglio al 30 settembre 2011 e dal primo giugno al 30 settembre per gli anni successivi». 

Ma alcuni esercenti e proprietari di attività commerciali e di intrattenimento non ci stanno e si fanno sentire. E'il caso del consorzio Vivere vasto Marina che ha  chiesto un incontro diretto con il primo cittadino Luciano Lapenna per raggiungere un compromesso. Secondo il consorzio, questa misura avrebbe messo in ginocchio le attività commerciali e danneggiato Vasto città balneare che fa del turismo una delle sue principali ricchezze. Ma cerchiamo di capire i termini di questa ordinanza.

I destinatari della misura (pubblici esercizi ad eccezione delle discoteche, circoli privati, strutture alberghiere ed extra-alberghiere) potranno tenere la musica fino a mezzanotte e mezza (fatta eccezione per il 15 e 16 agosto per cui è previsto l'orario massimo delle 2.00). Stessa regola vale per feste popolari, manifestazioni, luna park e le pene contro chi viola la disposizione vanno dalla cessazione immediata dell'attività con sospensione per 10 giorni consecutive fino ad arrivare, in alcuni casi, a multe salate (dai 1.500  ai 10.000 euro). Ma tra i punti più contestati c'è quello che prevede un  numero massimo di tre eventi al mese per  ogni via o piazza anche se le attività sono organizzate da esercizi diversi tra loro. Ed è proprio contro questo punto che il consorzio Vivere Vasto Marina si scaglia con forza.

«La questione si mostra ancora più problematica», tuona il consorzio, «nella sezione di territorio comprendente Viale Dalmazia, Lungomare Ernesto Cordella e via Duca degli Abruzzi. In tale zona operano più di quaranta pubblici esercizi. E' impensabile come si possa gestire l'organizzazione di soli tre eventi musicali al mese in una zona lunga oltre 2 kilometri».

La preoccupazione più grande degli esercenti è che l'offerta di intrattenimento, riducendosi, possa  disincentivare i turisti e causare perdite economiche per le attività commerciali.

m.b. 21/07/2011 8.53