Il Resort di San Vito Chietino mette nei guai il Comune. Arriva la diffida dal Wwf

Alessandro Biancardi

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SAN VITO CHIETINO. Dopo le proteste arriva la diffida. Succede a San Vito Chietino dove il progetto in cantiere del Resort Colle Foreste sta causando non pochi problemi al Comune.

SAN VITO CHIETINO. Dopo le proteste arriva la diffida. Succede a San Vito Chietino dove il progetto in cantiere del Resort Colle Foreste sta causando non pochi problemi al Comune.

Stavolta non si tratta del solito braccio di ferro tra l'amministrazione che difende la costruzione del villaggio turistico e i comitati ambientalisti che ne evidenziano i rischi ambientali ma c' è di mezzo una diffida.  Perché secondo Wwf Abruzzo ed Italia Nostra Regionale il Comune avrebbe infranto la legge pubblicando sul Bura (bollettino ufficiale regione Abruzzo), con uno stesso avviso, sia l'adozione della variante al prg (piano regolatore generale e strumento per avviare i lavori), che il rapporto ambientale la cosiddetta Vas (Valutazione Ambientale Strategica). La legge, invece, parla chiaro: «la valutazione ambientale strategica (tesa ad accertare la sostenibilità ambientale) deve sempre precedere le decisioni (in questo caso la variante al prg) e accompagnare l'iter di formazione delle stesse (D.lgs n. 152/2006)». In poche parole, bisogna prima aspettare l'ok degli esperti ambientali e poi procedere con i lavori.

Sembrava che l'amministrazione di San Vito Chietino fosse a conoscenza di questo iter tanto che tempo fa il sindaco dichiarava «grazie ad un'opportuna variazione del piano regolatore generale e alla verifica dei vincoli paesaggistico ambientali abbiamo dato l'ok ai lavori. Abbiamo verificato nei minimi dettagli la sicurezza dell'area raccogliendo pareri tecnico-giuridici. Siamo stati attenti a valutare l'interesse pubblico dell'operazione, il rispetto dello sviluppo sostenibile e la trasparenza nel procedimento. Infatti ci siamo uniformati alla direttiva comunitaria 2001/42 CE che prevede l'obbligo di una valutazione ambientale strategica da sottoporre a Regione e Provincia».

Parole che non lasciavano presagire alcuna “irregolarità”. «E invece dietro quelle parole si annidava un procedura poco chiara», denunciano i comitati ambientalisti. C'è un passaggio del decreto legislativo 152/2006 che il legale del Wwf e di Italia Nostra, Salvatore Acerbo, sottolinea. Si tratta dell'articolo 11 che definisce la Vas come uno strumento fondamentale e non autonomo e che i provvedimenti amministrativi adottati senza la previa Valutazione Ambientale Stategica sono annullabili per violazione di legge. Annullabilità. E'proprio questa a cui mirano Wwf ed Italia Nostra che hanno invitato il sindaco a revocare la delibera del Consiglio Comunale del 29 aprile 2011 con la quale hanno adottato la variante al paino regolatore generale senza chiedere prima la valutazione strategica ambientale.

La realizzazione di un Resort Village (che dovrebbe sorgere su una superficie di 200.000 mq. di cui 130.000 interessati da 612 camere, seconde case, centro di talassoterapia per 9000 mq., sala meeting per 1000/1500 posti, centro culturale, 9 ristoranti, anche per banchetti, attrezzature sportive, piscine, parchi), proprio non scende giù alle associazioni ambientaliste. E a poco sono servite le reiterate rassicurazioni del sindaco che diceva «non ci sarà alcuna devastazione ambientale».

«Il rischio c'è», dichiara Giancarlo Pelagatti, presidente della sezione regionale di Italia Nostra, «si tratta di un intervento di notevole dimensione e sicuro impatto ambientale. L'area, inserita in un contesto ad alta vocazione agricola, si incunea per tre lati all'interno di un Sito di Importanza Comunitaria “Fosso delle farfalle” determinando notevoli interferenze con le capacità di rigenerazione delle risorse naturali».

16/07/2011 9.19