Sanità, Di Paolo, Guardiagrele e Anaao: si attendono le risposte

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Dalla richiesta del vicesindaco di Chieti, Bruno Di Paolo, che aspetta risposte dal manager Asl Francesco Zavattaro sulla gestione delle criticità dell’assistenza, ai problemi legati all’ospedale di Guardiagrele.*ASL LANCIANO VASTO CHIETI, «53 ASSUNZIONI IN UN MESE E MEZZO»

Per il presidio montano viene denunciato lo smantellamento silenzioso, alle proposte dell’Intersindacale sanitaria, il fronte della sanità è tutto in fermento.  Per il vicesindaco di Chieti vi sono numerosi disservizi che pesano in maniera eccessiva sui soli utenti. I servizi tagliati per mancanza di personale mentre la Asl decide di investire proprio nel personale ma in altri settori.

«Se le difficoltà che i cittadini incontrano nell’ottenere assistenza», dice Di Paolo, «è la carenza grave di medici, infermieri e tecnici, perché si assumono altre figure professionali per l’ingegneria clinica, il risk management, lo studio delle determinati della salute? Sono figure che non servono per chi trova gli sportelli chiusi e le prestazioni sanitarie domiciliari ridotte. Senza dire delle liste di attesa, se è vero che le risorse per farle diminuire sono state dirottate al potenziamento del parco tecnologico. Sono ancora in attesa di sapere se il vecchio ospedale ospiterà molti ambulatori, come promesso. Attendo risposte urgenti».

Per Guardiagrele, invece, si è conclusa con un rinvio al prossimo 27 luglio l’udienza al Tar  fissata per la discussione del terzo ricorso promosso dal gruppo consiliare “Guardiagrele il bene in comune” contro gli atti commissariali.
Oggetto del giudizio sono il decreto di Chiodi 5/2011 - che detta le linee guida per gli atti aziendali – ed il numero 15/2011 che riduce drasticamente i reparti dell'intera regione. I cinque consiglieri, patrocinati anche in questo caso dall’avvocato Simone Dal Pozzo, hanno messo in evidenza come i due nuovi provvedimenti, che si fondano sulle previsioni del Programma Operativo 2010, ledono gli interessi dei cittadini perché la rimodulazione dei reparti è destinata ad incidere negativamente sui diritti all'assistenza.

«Basti pensare – spiega l’avvocato Dal Pozzo - che nel decreto 15 si prevedono tre sole unità di accettazione e di urgenza (il Pronto Soccorso) per la Asl di Chieti, in pratica il capoluogo, Lanciano e Vasto».

 Su questa situazione si è innestata la settimana scorsa la previsione del decreto legge 98/2011 che, trasformando in legge il Programma Operativo annullato dal Tar, complica ulteriormente le cose tanto che la Lista civica ha già depositato una memoria  nella quale rilevava numerosi vizi di legittimità della norma contenuta nella manovra finanziaria chiedendo la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale.
Il Tar ha deciso di attendere la conversione imminente del Decreto per verificare se il lodo ammazza-sentenze sarà conservato o cancellato ed ha rinviato a fine mese la trattazione. Ma da Guardiagrele arriva un altro allarme: da ieri in ospedale sono state sospese le Tac con il liquido di contrasto. Brutto segno: si va verso la chiusura?

 ANAAO-ASSOMED E INTERSINDACALE CHIEDONO UN TAVOLO DI CONFRONTO AL COMMISSARIO CHIODI

 Su un altro versante, l’Intersindacale si rivolge al Commissario Chiodi con un documento firmato da Filippo Gianfelice (Anaao-Assomed)  e Walter Palumbo, coordinatore dell’Intersindacale. Nella lettera aperta appena spedita si chiede la                                                                   costituzione di un tavolo tecnico per un protocollo intesa Regione-Università-Ospedale. Scrive l’Intersindacale:«Il decreto commissariale n° 15/2011 riguarda essenzialmente, oltre che le linee guida per la redazione degli atti aziendali, anche ulteriori disposizioni connesse alla razionalizzazione della rete di assistenza ospedaliera ed alla razionalizzazione delle Unità operative semplici e complesse della nostra Regione e pone alla nostra attenzione alcune riflessioni anche alla luce delle recenti sentenze del Tar Abruzzo circa la chiusura/riconversione dei piccoli ospedali e del decreto legge Tremonti appena promulgato. Poiché le Unità Operative potrebbero anche essere oggetto di rimodulazione sia in base alle vs nuove considerazioni che in base al confronto fra le Università e sindacati medici,     l’Intersindacale Sanitaria chiede di procedere al più presto alla costituzione del relativo tavolo tecnico per definire un nuovo protocollo d’intesa per l’integrazione delle due Istituzioni».

14/07/2011 11.15

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ASL LANCIANO VASTO CHIETI, «53 ASSUNZIONI IN UN MESE E MEZZO»

CHIETI. «Non più tardi di ieri ho firmato venti assunzioni di medici e infermieri. E’ singolare che persone non addette ai lavori, che non conoscono (se non per sentito dire) la realtà della nostra Asl, si pongano un giorno sì e l’altro pure su un piedistallo per fare demagogia, dare lezioni, ottenere cinque minuti di celebrità e creare confusione nei cittadini, come ha fatto oggi sui quotidiani il vice sindaco di Chieti»: è quanto afferma il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Francesco Zavattaro.

Solo nell’ultimo mese e mezzo l’Azienda sanitaria locale ha assunto 53 figure professionali. In particolare, sono stati assunti a tempo indeterminato sette tecnici radiologi, cinque tecnici di laboratorio, due ginecologi, un medico specializzato in medicina e chirurgia d’urgenza, un’ostetrica, un collaboratore tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria. Ci sono state altre assunzioni a tempo determinato di sei infermieri, quattro medici radiologi, tre tecnici radiologi, un ginecologo, altri sei infermieri per la Medicina penitenziaria, tre medici di Medicina trasfusionale, un anestesista, un medico per il Sert nonché due tecnici per l’Ingegneria clinica. Sono stati inoltre indetti avvisi pubblici per due medici di neuropsichiatria infantile, un medico per lo studio dei determinanti di salute, uno psicologo, un medico per la Clinica neurologica, cui vanno aggiunti gli avvisi di mobilità per un radiologo, due medici del Sert, un chirurgo senologo. Non va infine dimenticato l’avviso di mobilità per 40 infermieri, la cui procedura è attualmente in itinere.

«E’ semplicemente ridicolo sentir dire che l’assunzione di tecnici di Ingegneria clinica non risponde alle esigenze degli utenti – prosegue Zavattaro –. Sbaglio o nelle ultime settimane sono stati pubblicati articoli a ripetizione sul fatto che apparecchiature sanitarie hanno avuto bisogno di manutenzione? E’ l’Ingegneria clinica che interviene in questi casi, non i medici e gli infermieri. Sbaglio o tutti sono concordi sulla necessità di evitare l’esposizione a rischio dei pazienti? Pensiamo a casi recenti che hanno riguardato persino neonati in questa regione. Chi interviene? Il risk management, di cui si occupa tutto il mondo, ed è singolare che secondo qualcuno a Chieti le cose dovrebbero andare diversamente».

«La realtà – sottolinea il manager – è che la sanità è diventata un sistema tremendamente complesso, in cui è fondamentale la sinergia tra tante professionalità. Le figure tradizionali, come medici e infermieri, oggi hanno bisogno di una “piattaforma logistica” che consenta loro di esprimersi in contesti tecnologicamente sofisticati ed evoluti, che siano sicuri sia per l’operatore sia per il paziente. Queste cose non si comprano al supermercato, ma richiedono professionalità adeguate. Abbiamo tre addetti all’Ingegneria clinica che devono mettere cinquemila persone in condizione di lavorare. Mi sembra un rapporto assolutamente adeguato».

Va inoltre evidenziato che in provincia di Chieti l’incidenza sui posti letto della spesa per il personale, rispetto al numero di abitanti, «è di gran lunga la più alta d’Abruzzo – fa sapere Zavattaro –. Mentre abbiamo ereditato un parco tecnologico da Terzo mondo. Ci stiamo mettendo una pezza e lavoriamo per adeguare allo standard di modernità minimo la sanità di questo territorio, che non passa certo attraverso i luoghi comuni e la superficialità di certe esternazioni. Chi ha davvero a cuore la salute e la sicurezza dei cittadini non può essere così ottuso da pensare che siano garantite solo da assunzioni di medici e infermieri».

 14/07/2011 13.29