A14 niente terza corsia:«non è nei piani futuri di Autostrada per l’Italia»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «L'ampliamento dell'autostrada A14 nel tratto a sud della regione Marche non è negli attuali programmi di Autostrade per l'Italia».

A14CHIETI. «L'ampliamento dell'autostrada A14 nel tratto a sud della regione Marche non è negli attuali programmi di Autostrade per l'Italia».

 

Così l'ing. Mario Bergamo, responsabile del settore Controlli tecnico-progettuali della società che gestisce il tratto autostradale adriatico, scrive nella trattlettera di risposta al presidente, Enrico Di Giuseppantonio, che il 10 agosto aveva sollecitato, dopo l'esodo da incubo che aveva bloccato migliaia di veicoli in una coda interminabile lungo il tratto abruzzese dell'A14, la realizzazione della terza corsia anche tra i caselli di Val Vibrata e Vasto Sud.

«Sul tratto – ha spiegato l'ing. Bergamo nella missiva a Di Giuseppantonio – dell'autostrada adriatica che attraversa il territorio abruzzese, i tassi di incidentalità rilevati sono inferiori a quelli registrati sulla rete nazionale; valori che si sono ridotti nell'ultimo quinquennio di oltre il 20% per quanto riguarda gli incidenti con conseguenze alle persone e di oltre il 50% per gli incidenti mortali. Le caratteristiche piano-altimetriche del tracciato e della sezione autostradale, a cui lei fa riferimento, sono legate all'epoca in cui l'autostrada è stata realizzata e, come risulta dall'andamento dell'incidentalità, tali parametri non hanno alcun effetto negativo sulla sicurezza dell'infrastruttura autostradale di cui trattasi».

«Per quanto attiene ai livelli di traffico, si fa presente che sul tratto abruzzese dell'autostrada adriatica», si legge ancora nella missiva dell’Autostrada per l’Italia, «si registrano flussi veicolari molto inferiori rispetto a quelli delle tratte dell'arteria su cui Autostrade per l'Italia è già intervenuta o sta intervenendo con lavori di ampliamento. D'altra parte, anche i livelli di servizio sui singoli tratti abruzzesi dell'A14 evidenziano situazioni critiche molto contenute o del tutto assenti: i picchi nel flusso veicolare si verificano solamente nei fine-settimana estivi, in particolare nel mese di agosto; gli eventuali fenomeni di saturazione si riscontrano solamente per poche ore nel corso dell'anno. Si tratta di una situazione che non è tale da giustificare nel breve-medio termine un intervento di ampliamento, il cui costo sarebbe molto elevato (circa 20 milioni di euro a chilometro) e distoglierebbe risorse da opere di carattere prioritario».

«Comprendo le ragioni di Autostrade per l'Italia – ha commentato il presidente Di Giuseppantonio – ma non le condivido in alcuna maniera: non è possibile liquidare un problema di sicurezza, che più volte è emerso lungo il tratto abruzzese dell'A14, con la presentazione di statistiche che dimostrano solo che ci sono meno incidenti, ma che non tengono in dovuto conto le difficoltà e le caratteristiche del piano autostradale che decine di migliaia di automobilisti percorrono ogni settimana. Da diversi anni, prima come sindaco di Fossacesia, poi come vicepresidente nazionale dell'Anci, ho evidenziato come la realizzazione della terza corsia lungo tutto il tratto abruzzese dell'autostrada adriatica fosse una delle priorità assolute per la viabilità regionale, non solo in termini di sviluppo e di miglioramento delle infrastrutture, ma soprattutto per garantire una maggiore sicurezza a quanti percorrono un'arteria ormai divenuta fondamentale per il traffico turistico e commerciale nord-sud».

«È inaccettabile che l'Abruzzo sia escluso da qualsiasi intervento migliorativo della rete autostradale», ha concluso Di Giuseppantonio, «in considerazione del fatto che la regione è meta di turismo in continua espansione e cerniera naturale per tutti coloro che scelgono le regioni meridionali per le loro vacanze, nonché sede della più grande zona industriale del centro-sud, in Val di Sangro, che movimenta decine di migliaia di mezzi pesanti. Sono pertanto del tutto insoddisfatto della risposta di Autostrade per l'Italia e ho replicato loro con una lettera nella quale chiedo che almeno venga predisposto uno studio di fattibilità relativo alla predisposizione della terza corsia nel tratto abruzzese dell'A14. Tuttavia, questo non è un segnale di resa, poiché la mia battaglia per questo ampliamento non si interromperà con questa comunicazione burocratica da parte della società che gestisce l'autostrada».

27/09/2010 13.53

D’ALESSANDRO(PD):«SI APRA DIBATTITO SULLE INFRASTRUTTURE»

«La politica non è prendere atto, fare da notai. Veramente il Presidente della Provincia di Chieti pensava  che sarebbe bastata una lettera per determinare un risultato?».

Ad affermarlo il Capogruppo del PD in Consiglio regionale Camillo D'Alessandro che aggiunge, «la verità è che ci troviamo di fronte all’insignificanza della classe dirigente del centro-destra abruzzese che non solo non è in grado di far accadere fatti nuovi, in tal caso nuove infrastrutture, ma ci fa pagare anche quelle che ci sono e che ci sono state lasciate, basta pensare all’asse attrezzato. Il Senatore Fabrizio Di Stefano il 22 settembre al Senato ha approvato il decreto con il quale dal 30 aprile 2011 l’asse attrezzato diventerà a pagamento, un euro più iva, i cittadini ringraziano. Il presidente Di Giuseppantonio apra un grande dibattito sulle infrastrutture, fondi Fas, investimenti strategiche e si renderà conto che i suoli alleati sono i peggiori nemici dell’Abruzzo, figuranti  a Roma rispetto allo scippo che pratica quotidianamente Tremoni e la lega, se lui non è d’accordo batta un colpo. Forse oggi capisce perchè il suo leader Casini non è alleato con il centro-destra».

  27/09/2010 16.27

COSTANTINI: «I PEDAGGI DEGLI ABRUZZESI RESTINO IN ABRUZZO»

 «La risposta di Autostrade per L'Italia è priva di senso logico», commenta Carlo Costantini.

«Gli aumenti dei pedaggi autostradali hanno colpito e continueranno negli anni a colpire gli abruzzesi, così come i marchigiani. E proprio dai pedaggi autostradali dovrebbe rinvenirsi gran parte delle risorse finanziarie necessarie a nuovi investimenti. A leggere la dichiarazione di Autostrade S.p.a. sembra evidente che i pedaggi ed i relativi aumenti sostenuti dagli utenti abruzzesi dovrebbero essere per sempre interamente ed esclusivamente destinati a potenziare infrastrutture in altre regioni. In questo, pero’, vorremmo che i principi generali del federalismo – che sembrano applicarsi sempre piu’ a macchia di leopardo – fossero validi, oltre che per la “Padania”, anche per l’Abruzzo e che le risorse provenienti dagli utenti abruzzesi fossero destinate, quantomeno in parte, all’infrastruttura autostradale abruzzese».

«Il PdL, che è alleato con la Lega – conclude Costantini - si dia una svegliata e faccia valere le ragioni dell'Abruzzo in tutti i tavoli nazionali».

PDL: «DELUSI DALLA RISPOSTA DELLA SOCIETA'»

«Basterebbe sfogliare rapidamente una qualsiasi rassegna stampa dei mesi scorsi per accorgersi di quante volte il presidente, io, altri assessori, dirigenti e funzionari provinciali siamo andati di persona a Roma per sollecitare la risoluzione dei problemi segnalati formalmente attraverso lettere ufficiali», ha commentato Antonio Tavani (Pdl). «Sulla terza corsia, poi, nessuno ha fatto più del presidente Di Giuseppantonio, fin da quando era sindaco di Fossacesia e vicepresidente nazionale Anci. Proprio per questo siamo rimasto amareggiati della risposta della società che ha liquidato la questione solo attraverso fredde statistiche, che non descrivono, né possono mai farlo, la realtà dei fatti così come la viviamo e percepiamo sul territorio».

«Non abbiamo mai fatto i notai – aggiunge il capogruppo del Pdl in Consiglio provinciale, Paolo Sisti – anzi abbiamo sempre bussato insistentemente a Roma per far avere al nostro territorio quel che gli spetta: come per la terza corsia, così per i fondi Fas, per la Via Verde della Costa dei Trabocchi, per i crediti che vantiamo dal Ministero dell'Interno, per il Campus Automotive e l'elenco potrebbe continuare. Tutta la coalizione che sostiene il presidente Di Giuseppantonio ha supportato attivamente la sua attività di intermediazione con le istituzioni e gli enti».

 28/09/10 7.51