Cup Asl Chieti: nessun licenziamento, ma le attese si allungano se non si assume personale

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Un anno di attesa per una mammografia a Chieti, 16 mesi per un ecodoppler a Lanciano.

Nessun licenziamento in vista per il call center della Asl di Chieti.

Al contrario il manager Francesco Zavattaro ha deciso di potenziare il Cup con altre assunzioni a tempo da dislocare presso i centri di prenotazione che presentano maggiori criticità.

Quindi è prevedibile un miglioramento delle prenotazioni, mentre resterà sempre ed è destinata a crescere l’attesa per una visita, una prestazione strumentale o un’analisi.

E sono perciò destinate a crescere le segnalazioni di anni di attesa in quanto la possibilità di smaltire le liste è legata alla presenza o meno di personale medico o infermieristico, sempre più carente.

Le ultime segnalazioni sono di ieri: una mammografia a Chieti si può eseguire tra un anno, un ecodoppler a Lanciano viene rinviato a 16 mesi.

Aumentano le richieste? Non sembra, addirittura è il contrario: l’attesa più lunga scoraggia le richieste.

Sorprende però il dato della mammografia a Chieti, per la quale si era parlato di un accordo tra Asl e Villa Pini proprio per venire incontro a questo tipo particolare di richiesta. Per l’ecodoppler a Lanciano, una spiegazione potrebbe essere nella scarsa utilizzazione del macchinario, che è presente in ospedale, ma che viene fatto funzionare solo tre mattine a settimana per mancanza di medici.

E’ di assoluta evidenza che se l’ecodoppler funzionasse tutti i giorni e magari anche di pomeriggio, non solo le liste scomparirebbero, ma si potrebbe fare anche di più per le altre Asl.

Ed invece, da quello che si riesce a sapere, l’esame – che è decisivo per molte patologie – oggi viene assicurato solo per tre giorni dalla Geriatria di Lanciano, mentre prima lo effettuavano anche la Medicina nucleare e il reparto di Medicina che hanno dovuto gettare la spugna per mancanza di medici.

Un’altra spiegazione che avanzano alla Asl di Chieti è che le richieste aumentano perché l’eccellenza di alcuni reparti farebbe la differenza.

Potrebbe anche essere così, ma l’eccellenza andrebbe coltivata assumendo medici ed infermieri, cosa che è impossibile non solo alla Asl di Chieti, ma in tutte le Asl abruzzesi interessate dal Piano di rientro dai debiti e oggi – dopo la manovra economica di Tremonti –in tutte le Asl d’Italia dove anche il turn over fisiologico dei pensionamenti stenta ad esser ricoperto.

E allora? Il futuro dell’assistenza sanitaria sembra sempre più legato alla possibilità di pagare le prestazioni presso i privati per ottenerle in tempi ragionevoli.

Al massimo oggi c’è la possibilità di incidere sugli aspetti organizzativi delle prenotazioni, che possono influenzare solo superficialmente lo sveltimento dei servizi richiesti.

Proprio il pericolo, poi rientrato, di un possibile licenziamento al call center di Chieti ha fatto scoprire che la Asl attualmente utilizza due diverse società.

Una, ereditata dalla Asl di Lanciano, usufruisce di un call center che risponde da Roma e lavora con una convenzione nazionale Consip con la società Alamaviva, del gruppo Telecom. I

l contratto prevede la chiamata ad un numero con tariffa fissa per l’utente e con un tetto di 80 mila chiamate/anno.

Superato questo numero di telefonate, la Asl deve integrare la spesa.

La Asl di Chieti usufruisce invece di un call center allestito nei locali del vecchio Ospedale, dopo aver acquistato la tecnologia necessaria per il servizio (centralino, computer ecc. ecc.), con personale assunto attraverso l’agenzia interinale Temporary e formato a spese della Asl.

La chiamata dell’utente è gratuita e nel 2010 ci sono state 174 mila telefonate.

Uno dei problemi che la Asl deve risolvere, per quanto riguarda il call center di Roma, è la sua precisione nelle prenotazioni.

In realtà, chi risponde da lontano al massimo ha una cartina geografica del territorio che non conosce e le prenotazioni da Lanciano rischiano di essere fatte dal computer: se viene segnalato un posto libero tra un mese a Chieti, e magari tra quaranta giorni ad Atessa, chi conosce le interazioni del territorio sa bene che è meglio Atessa, ma il computer decide Chieti.

Secondo Alessandro Giardinelli, capogruppo Udc al Comune di Chieti, sarebbe auspicabile «affidare il Cup ad un call center locale che meglio conosce il territorio, mantenere il numero gratuito e modulare il servizio secondo le esigenze concrete della Asl».

Sebastiano Calella 07/07/2011 13.22