La prefettura di Chieti cancella multe non regolari. Il Comitato Protrignina «grande soddisfazione»

Alessandro Biancardi

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SAN SALVO. La Prefettura di Chieti ha annullato le multe per eccesso di velocità di due automobilisti sulla Fondo Valle Treste.

Lo ha annunciato il 23 giugno il dirigente Alberto Di Gaetano dopo che il Comitato Protrignina, (noto per le sue battaglie al fianco degli automobilisti multati, era corso in aiuto delle due vittime.

 I malcapitati, stavolta, erano Candido Bolognese di Palmoli e Giovina Genova di S.Felice del Molise che avevano percorso la strada (il cui limite consentito era 60 km/h), il primo ad una velocità di 79 km e la seconda a 71 km.

Risultato? Il Bolognese si è beccato una multa dal Comune di Cupello di 172 euro giocandosi anche tre punti della patente e Genova una sanzione di 51 euro.

E’ stato il Comitato Protrignina a pretendere chiarezza sull’accaduto. Infatti l’associazione ha prima chiesto una verifica sul piazzamento dell’autovelox e poi ha fatto ricorso all’ufficio di depenalizzazione perché aveva riscontrato delle anomalie.

«Nessuna segnaletica era stata apposta ad indicare la presenza di autovelox, tra l’altro imboscato e non visibile. Il limite di velocità (60 km/h) sul Fondo Valle Treste non era autorizzato dall’ente proprietario della strada cioè la Provincia di Chieti così come il vigile ed il tecnico erano nascosti dentro la macchina perciò non visibili», aveva rilevato il Comitato ed è per questo che il Prefetto di Chieti, non molto tempo dopo, ha disposto l’archiviazione del caso.

Risultato salutato con soddisfazione dal Comitato che già pensa a nuovi traguardi. «E’ questa un'altra bellissima pagina di legalità e giustizia», dicono i membri della Protrignina, «che si scrive nei confronti degli automobilisti abruzzesi, molisani e di tutta l’Italia. Questa decretazione taglia di netto qualunque dubbio sulla nostra attività in premessa, noi dall’inizio abbiamo detto che era viziata di legittimità la postazione dell’autovelox sulla Fondo Valle Treste da parte del Comune di Cupello».

«Ma se da un lato c’è chi ha già avuto giustizia», fa notare il presidente della Protrignina Antonio Turdò, «che cosa ne sarà di quegli automobilisti che sono già rimasti imbrigliati in questi meccanismi? Per coloro che hanno già pagato cosa intende fare il Comune di Cupello? Nei prossimi giorni mi farò latore di una lettera aperta al Sindaco Angelo Pollutri, poiché io credo che sia segnata la strada sulla quale incamminarsi per risolvere questa questione».

m.b. 05/07/2011 8.32