La lottizzazione del Villaggio del fanciullo. La ex giunta Ricci:«tutto regolare»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. «Non sono più un amministratore comunale e quindi non ho più veste per intervenire».

«Devo però difendere l’operato della Giunta Ricci di cui posso  garantire la piena ed assoluta legittimità sia sul Villaggio del fanciullo che su altre decisioni urbanistiche».

Di più non vuole dire Valter De Cesare, ex assessore all’urbanistica del Comune di Chieti, sull’esposto contro la trasformazione in lottizzazione residenziale del Villaggio del fanciullo. Come noto, questa era una realizzazione caritatevole benemerita dell’Ente morale “Città dei ragazzi”, costruita a San Salvatore di Chieti da don Ugo de Simeonibus e poi lasciata in abbandono dopo la morte del sacerdote. In realtà l’esposto-denuncia di 14 pagine contro la realizzazione su quei terreni di una sorta di villaggio vacanze (inoltrato da Salvatore Siciliano, alla Digos di Chieti, alla Corte dei conti ed alla Procura generale della Repubblica presso la Corte d’appello) è più una denuncia della spregiudicatezza immobiliare della Curia arcivescovile che un atto d’accusa alla vecchia amministrazione comunale. Non mancano naturalmente critiche all’accordo di programma firmato dall’ex sindaco e in forza del quale è stata resa possibile la lottizzazione denominata “City experience” su una delle zone panoramiche più belle di Chieti. Secondo Siciliano quell’accordo di programma non si doveva fare: serviva maggiore chiarezza sia sui passaggi amministrativi di quei terreni, sia sulla reale titolarità e disponibilità di una parte dell’area da lottizzare che sarebbe demaniale. Insomma sotto i panni della filantropia sarebbe passata - inavvertitamente per i più – un’operazione immobiliare non proprio caritatevole. Una versione dei fatti che però dovrà trovare riscontri nell’operato delle procure interessate.

IL NOME DI UN ENTE CARITATEVOLE LEGATO AD UNA LOTTIZZAZIONE

Secondo la ricostruzione dell’esposto, la vicenda ruota dietro le operazioni della Curia attraverso la Fondazione Salvezza onlus che ha sede nell’Arcivescovado e che «presumibilmente è erede dei terreni di don Ugo», compresa una parte demaniale contestata. Questa onlus delega la srl “Villaggio del fanciullo” (che porta lo stesso nome della struttura di don Ugo, ma è una società di capitali che non ha alcun obbligo caritatevole) a proporre la lottizzazione che arriva  attraverso un accordo di programma con il Comune, uno strumento previsto solo per interventi con finalità pubblica, cosa che qui Siciliano non vede.

Al contrario, sostiene l’esposto, qui ci avrebbe guadagnato solo il privato. Inoltre, sostiene Siciliano, la variazione urbanistica decisa dal Comune avrebbe fatto lievitare il valore ridottissimo dei terreni dell’Ente morale Città dei ragazzi, tanto che la stessa Curia poi li ha venduti per 8 milioni di euro. L’esposto ripercorre in particolare la storia di quella parte demaniale compresa nella lottizzazione dal 1953 al 2009, con una conoscenza diretta da parte di Siciliano perché quell’area era di proprietà della sua famiglia.

Si parte dal 1953, quando ci fu l’esproprio da parte della Prefettura per realizzare lì una polveriera, mentre oggi questo terreno si trova inserito «attraverso una procedura equivoca» nella lottizzazione City experience. Infatti nel 1964 questo terreno, smantellata la polveriera, fu ceduto in uso gratuito e poi in fitto per esclusivo uso agricolo senza possibilità di modifiche proprio a don Ugo, tanto che la famiglia Siciliano aveva richiesto il rientro in possesso del bene non più adibito a polveriera, perché non più di pubblica utilità. Ma le amministrazioni comunali negli anni 70 modificarono la destinazione d’uso di quella zona, che da agricola passò ad attrezzature di interesse generale con la variazione dell’indice di fabbricabilità in 2mc/mq senza passare per una variante del Prg. Infine, a seguito della richiesta di rientro in possesso, il Demanio nel 1998 revocò la concessione all’Ente morale città dei ragazzi, cedendo i terreni in fitto ad altri, fino all’abbandono e al disuso dell’area dal 2004.

LA VECCHIA GIUNTA COMUNALE: «TUTTO REGOLARE, STESSO TRATTAMENTO DI ALTRE ZONE»

Ovviamente negli uffici del Comune non si entra nel discorso della carità cristiana di don Ugo, di cui si ricorda anche il tentativo (fallito) di costruire lì un ostello ed un centro sportivo con finanziamenti europei. Ma si difende l’intervento urbanistico che non ha cancellato funzioni ed attività assistenziali (che erano già state chiuse da tempo) e che è del tutto identico ad altri previsti in diverse aree edificabili del vecchio Piano regolatore (vedi le zone a destinazione d’uso di interesse generale sin dal 1974).

Le scelte urbanistiche pertanto sono del tutto indipendenti dalle volontà dei proprietari. Come è avvenuto peraltro nella zona del Villaggio Mediterraneo e dell’Università che hanno avuto tutte lo stesso trattamento urbanistico del Villaggio del fanciullo. Quello che i vecchi amministratori negano con forza rispetto alla ricostruzione di Siciliano è la mancanza di risvolti positivi per i cittadini e per l’ambiente: ci sarebbero, invece, il vincolo a verde di un’ampia zona boschiva, la cessione gratuita al Comune di circa metà dell’area che dovrà essere ceduta già attrezzata a verde pubblico ed a parcheggi e la cessione di altre aree per le urbanizzazioni secondarie. A San Salvatore ci sarà edilizia residenziale, ma tutte le altre opere sono a carico dei privati proprietari dell’area titolare del programma di intervento che trasformerà la zona dove oggi si vedono solo edifici in rovina, in parco pubblico attrezzato e parcheggi.

LA CURIA VENDE I TERRENI PER LE PALAZZINE MA NON PREVEDE UNA CHIESA

Queste spiegazioni non convincono l’autore dell’esposto che punta la sua attenzione alle date dell’operazione: la vendita a 8 milioni avviene nell’agosto del 2009, cioè al termine di una storia che vede nel 2007 la nascita della srl Villaggio del fanciullo, nel marzo 2009 la presentazione del progetto di lottizzazione, nel luglio 2009 il provvedimento urbanistico del Comune che – si legge nell’esposto – «in modo volutamente confusionario istituisce una macrozona Villaggio del fanciullo»: 15 giorni dopo la vendita milionaria. Dunque, leggendo l’esposto, il Comune è stato involontario strumento dell’affare dei preti? Certo è un sospetto che Siciliano affida alle indagini che ha sollecitato. C’è, però, una stranezza progettuale che spazza via ogni ricordo religioso dell’attività in favore dei ragazzi: tra le costruzioni della lottizzazione non è previsto nessun luogo di culto. Né una chiesetta, né una cappella, né una sede per le attività caritatevoli. Il Villaggio del fanciullo oggi è solo una srl che - secondo la valutazione dell’esposto - costruirà immobili per 2 miliardi.

Sebastiano Calella  25/09/2010 9.56

*INVESTIMENTI MILIONARI DELLA SRL VICINA ALLA CURIA