Francavilla senza guardia medica turistica. Il personale: «Siamo l’ultima ruota del carro»

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA AL MARE. Sono da poco passate le 22.00 ed al distretto sanitario di Francavilla sembra pieno giorno.

Se ne vedono di tutti i colori: anziani accompagnati da parenti e persone infortunate. Tutti lì per lo stesso motivo: farsi visitare dalla guardia medica.

Sono questi i pazienti tipo della struttura che rimane aperta tutta la notte anche per garantire un servizio ai turisti. E’ la continuazione del servizio medico di base che ogni giorno dalle 20 alle 8 del mattino e dalle 10 di sabato alle 8 del lunedì effettua visite ambulatoriali, consulenze, domiciliari, ricettazione, urgenze.

Ma ora che Francesco Zavattaro, manager della Asl Chieti-Lanciano, ha “decretato” la soppressione del servizio dal 1 luglio al 31 agosto i professionisti della notte a Francavilla, Bomba Ortona, Pizzoferrato e S.Vito Chietino (le città colpite dal provvedimento), dovranno lavorare il doppio per curare, oltre ai residenti, anche i turisti.

Infatti di giorno i turisti infortunati dovranno rivolgersi agli studi medici o al personale operante nell’ambito dei nuclei di cure primarie, istituiti sul territorio. Mentre di notte dovranno ricorrere alla guardia medica.

Una decisione mal digerita dai medici (con i quali abbiamo parlato e che hanno chiesto di non essere nominati) che ogni notte, tutto l’anno, svolgono con professionalità il proprio lavoro con tutti i rischi che esso comporta. «Perché il provvedimento di Zavattaro si è abbattuto solo su di noi?», si chiedono i medici che operano nel distretto. 

«In base a quali criteri il servizio di guardia medica turistica è stato fatto salvo a Casalbordino, Fossacesia, San Salvo, Vasto e Torino di Sangro dove addirittura verrà implementato visto che dal 1 luglio al 31 agosto avranno a disposizione un medico per ogni turno (i turni sono 2) dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18, 7 giorni su 7?». 

«UNA MANOVRA POLITICA»

E forse il personale medico, le vere vittime di queste «inspiegabili» decisioni, conoscono già la risposta: «E’ chiaro che si tratta di una manovra politica che prevede il potenziamento medico della zona Lanciano-Vasto lasciando scoperta questa di Chieti. Ci sono logiche politiche che non ci è dato conoscere perché non ci risulta che nelle zone in cui la guardia turistica è fatta salva ci sia bisogno di personale più di quanto ne serva qui. I medici di famiglia hanno un sindacato, la Fimmg, che probabilmente spinge per sopprimere la guardia medica, per potenziare quella di base».

Una versione non suffragata da prove ma è quello che viene ipotizzato da più parti e che viene detto più o meno chiaramente a mezza bocca nei corridoi.

«Ecco perché al posto della guardia medica turistica», continuano alcuni medici, «vengono attivati i nuclei di cure primarie. Vogliono farci fuori. Un medico di famiglia guadagna 8 euro a paziente e come minimo ha 600 mutuati. Mentre noi che corriamo rischi (non sempre l’utenza notturna è affidabile e sicura) siamo alla continua mercè degli altri. E’ un sistema castale in cui noi siamo l’ultima ruota del carro, poveri precari soggetti a continue decurtazioni».

«Che fine ha fatto Zavattaro?», si sente dire. «E’ da quando ci è piovuto addosso il provvedimento che cerchiamo di chiamarlo ma non risponde. Deve sapere che nei mesi di luglio ed agosto ci troveremo di fronte ad un aumento di prestazioni mediche. Normalmente la guardia medica effettua dalle 40 alle 50 prestazioni in una giornata. L’anno scorso in giorni come il 1 agosto, per esempio sono stati visitati dai 40 ai 50 pazienti di giorno e 17 di notte. Il 2 agosto 2010, 15 persone dalle 20 di sera».

Ma quali sono le tariffe per ogni prestazione effettuata dalla guardia medica? Un ticket di 15 euro per visite ambulatoriali e 25 euro per quelle domiciliari.

Ma questo del sovraccarico di lavoro non è che uno dei tanti problemi con i quali la guardia medica è costretta a convivere. «Ci è stata decurtata l’indennità di rischio del 17%», ci dicono, «il che significa che poco importa se ci succede qualcosa durante il lavoro».

«Ho lavorato per tanti mesi a S.Salvo, due anni fa», ci racconta un altro medico che vuole restare anonimo «e ho riscontrato problemi di sicurezza personale. Non c’era nessuna telecamera di sorveglianza, poteva capitarti ogni cosa. Ti arriva un tossico dipendente, non puoi non riceverlo sennò fai omissione di soccorso».

Per non parlare dei problemi con il 118 con cui la guardia medica dovrebbe lavorare in sinergia. Ci viene raccontato che a volte non è sempre assicurata la presenza del medico oppure non c’è sempre un’ambulanza disponibile «perché spesso è già impegnata a prestare servizio altrove».

La domanda è: che cosa ne pensano i vertici della Asl di Chieti-Lanciano? Forse una maggiore chiarezza potrebbe fare bene sia ai cittadini utenti (pagatori di ticket) sia al personale che magari potrebbe giovarsi di un clima più sereno.

Marirosa Barbieri  02/07/2011 10.58