Miglianico, le questioni appese del Comune: smaltimento dei rifiuti e stipendi della Spes

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1698

MIGLIANICO. I costi eccessivi dello smaltimento dei rifiuti urbani e gli stipendi ballerini dei dipendenti della cooperativa Spes.

Sono queste le questioni appese cui il Comune di Miglianico dovrà dare una spiegazione, in primis ai cittadini e poi ai consiglieri che la chiedono da tempo.

Soprattutto se di mezzo ci sono «spese consistenti». Si tratta di 300.000 euro annui più iva nel caso dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani, servizio affidato dal 2008 alla Consac (società del consorzio comprensoriale del Chietino).

«Una cifra da capogiro se si considera che 260.000 euro sarebbero i costi di gestione per il solo servizio di raccolta rifiuti senza considerare il conferimento in discarica», precisa il Pdl.

La convenzione quinquennale tra il sindaco De Marco e la società non scende proprio giù al partito di minoranza Pdl che propone modelli alternativi.

«Il Comune ha affidato il servizio con un passaggio d’ufficio, senza gara d’appalto», denuncia Gianfranco Sulpizio coordinatore e capogruppo Pdl in Consiglio comunale, «ma quello che è ancora più grave e che tale spesa potrebbe essere evitata se il sindaco affidasse lo smaltimento dei rifiuti ad una società esterna partecipata. Abbiamo fatto due calcoli ed è venuto fuori che se al posto dei 4 dipendenti della Consac e dei due mezzi utilizzati (un compattatore ed un camioncino) impiegassimo sei operai (con uno stipendio di 2.000 euro a testa), un compattatore più capiente, in leasing (1.500 euro più iva al mese), un camioncino in leasing (800 euro più iva al mese) ed un budget di 50.000 euro per spese varie, risparmieremmo 130.000 euro circa».

Ma se i calcoli del Pdl fossero esatti ci si chiede che cosa trattenga ancora il sindaco dal considerare questa ipotesi.

E’ il vice-coordinatore del Pdl, Pierfilippo Di Tondo ad abbozzare una risposta: «il Comune è troppo legato alla Consac. Ne subisce il fascino nelle scelte di politica ambientale. Come quando le permise attraverso il suo voto determinante di trattenere gli utili di filiera (20.000 euro) che invece sarebbero dovuti tornare nelle tasche dei cittadini. Ed è per questo che chiederemo chiarimenti alla Corte dei Conti».

E poi c’è di mezzo la questione della cooperativa sociale Spes i cui dipendenti, secondo il Pdl «ricevono stipendi a singhiozzo».

Anche se nell’ approvazione del Piano di Zona (programma a favore del sociale) lo scorso 25 giugno l’ambito territoriale n.29 Foro-Alento ha richiesto un sistema che garantisca più affidabilità nei pagamenti, il timore resta.

Il piano deve essere ancora approvato in Regione ed è lì che rischia di non passare.

«Non molliamo la presa», ha precisato il vice-coordinatore Pierfilippo Di Tondo, «nel frattempo spingeremo il Comune ad un intervento tempestivo che consenta il pagamento degli stipendi arretrati e, al prossimo consiglio comunale chiederemo l’istituzione di un fondo ad hoc che copra gli stipendi qualora l’Ambito non sia in grado di garantire quanto richiesto nel Piano di zona».

Marirosa Barbieri 28/06/2011 11.20