Chieti: approvato nuovo piano sociale. L’opposizione si astiene:«tagli inaccettabili»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. E’ stato approvato dal Consiglio comunale di Chieti il piano sociale di zona, il programma di sostegno al sociale, con 26 voti favorevoli della maggioranza e l’astensione dell’opposizione.

Un piano che già nei giorni passati aveva scatenato forti critiche per i tagli all’assistenza disabili, minori e alle fasce più deboli.

Da un lato c’è la maggioranza del sindaco Di Primio che saluta l‘operazione con successo. Secondo il primo cittadino, infatti, «l’amministrazione comunale avrebbe aumentato la spesa a favore del sociale, contribuendo per l’80% alla somma annuale prevista di  2.172.000 euro. Buone notizie anche per altri capitoli di spesa come i fondi per l’asilo nido (circa 1,7 milioni di euro), un implementamento di fondi per l’assistenza domiciliare ai disabili, assistenza geriatrica, centro servizi immigrati, servizio affido e adozioni. Inoltre abbiamo mantenuto la stessa cifra annua per il servizio di sostegno ed integrazione».

Non solo secondo il sindaco le casse comunali godono di ottima salute ma sarebbero anche in grado di coprire spese sociali future .

«Abbiamo in mente», dice, «uno sportello anti violenza di supporto per le donne, e per i minori il punto Child abuse. Così come abbiamo deciso di spostare il capitolo di spese sull’inclusione sociale per donne immigrati e detenuti sul fondo sociale europeo».

Non sembrano dello stesso parere i consiglieri di minoranza che presentano un quadro della situazione lontano anni luce dal dipinto idilliaco tratteggiato da Di Primio. Secondo il capogruppo consiliare di CietiperChieti, Luigi Febo, sarebbe un’altra la verità.

«La maggioranza», dice Febo, «ha rigettato in aula tre ordini del giorno presentati dall’opposizione che chiedeva che fossero reintegrate le somme tagliate al sociale perché la verità è che ci troviamo di fronte ad un piano sociale che prevede: una riduzione di 130.000 euro per l’assistenza scolastica ai disabili, un monte ore di 26.200 di lezioni rispetto alle 35.300 previste nel 2009/2010. Le minori entrate ammontano, in generale, a circa 400.000,00 euro. Senza considerare il fatto che il capitolo asili nido non è contemplato così come gli anziani sono lasciati in balia di se stessi e ci troviamo di fronte a 80 famiglie che entro il mese di agosto rischiano lo sfratto perché il Comune non garantisce il contributo economico per i loro canoni di locazione».

Un piano sociale che sembra scontentare opposizione, associazioni e sindacati (l’USB unione sindacati di base era scesa in campo giorni fa in difesa dei lavoratori che operano nel sociale, contro i tagli) ma che almeno rende ottimista il primo cittadino e la maggioranza.

m.b.  24/06/2011 16.54