Villa Pini: Petruzzi firma il contratto di affitto per due anni

Alessandro Biancardi

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NICOLA PETRUZZI

NICOLA PETRUZZI

CHIETI. Una firma lunga due ore. Il contratto di affitto di Villa Pini a Nicola Petruzzi è stato sottoscritto ieri sera, alla presenza del notaio Germano De Cinque.*UDIENZA PER PASSIVO VILLA PINI E SI PENSA A SANTA MARIA

Centinaia di pagine, allegati, prospetti, planimetrie hanno impegnato il curatore Giuseppina Ivone ed il nuovo gestore in un tour de force durato dalle 19 alle 21. Con due GIUSEPPINA IVONEbrindisi per festeggiare e due firme per un colpo di scena finale: per alcuni errori di battitura (nell’ultima pagina, ad esempio, “leggono e sottoscritto”, giustamente modificato in “leggono e sottoscrivono”) il notaio ha fatto ristampare il contratto vero e proprio ed ha chiesto ai due protagonisti di firmare di nuovo. Cosa che è avvenuta alle 21, tra sorrisi e stanchezza. Poi il rompete le righe, con il notaio che prima si complimenta con il curatore e poi saluta affettuosamente Petruzzi ricordando la figura del padre.

Anche il curatore saluta e si ritira nei suoi uffici con i collaboratori per controllare altri documenti: la lunga giornata, iniziata dodici ore prima con l’udienza per l’ammissione dei VILLA PINI FIRMAprimi 500 creditori al passivo del fallimento, non finisce con la firma del contratto di affitto. I 7,5 milioni di canone anticipato (iva compresa) per due anni daranno finalmente respiro all’esercizio provvisorio, finora strozzato dalle incertezze delle Asl a pagare. Ci sono gli stipendi arretrati da mandare in banca, alcuni fornitori in lista di attesa, premono anche altri problemi: il sindaco di Avezzano attende notizie per la clinica Santa Maria, il Piccolo rifugio La cicala di Atessa deve essere salvato. Una telefonata al giudice Adolfo Ceccarini per informarlo della conclusione positiva dell’aggiudicazione del 24 agosto e via su altri fronti.

LE DICHIARAZIONI DI NICOLA PETRUZZI

VILLA PINI FIRMA«Villa Pini nuova gestione riparte il primo ottobre con l’endoscopia digestiva senza dolore e così gastroscopie e colonscopie non faranno più paura», racconta Petruzzi. «Poi riparte la Radiologia con la Tac e la Risonanza magnetica e con un servizio particolare per le mammografie, riparte il laboratorio analisi, arriva anche un medico esperto di medicina nutriceutica, quella che cura mangiando».

«No, le vicende dell’assessore Venturoni non avranno conseguenze sulla clinica perché non riguardano la sanità, assumerò subito 300-350 persone per le quali sono in corso i colloqui motivazionali per conoscere professionalità e voglia di lavorare ad alto livello, poi gradualmente chiamerò tutti gli altri per i quali mi sono impegnato». Soddisfatto? «Certo e non è solo un problema di utili in bilancio. Una clinica che riparte significa rispondere alla richiesta di assistenza sanitaria: l’impegno mio e dei miei collaboratori è puntare all’eccellenza».

IL DOPPIO BRINDISI PER FESTEGGIARE IL NUOVO CORSO

Mentre i collaboratori del notaio raccolgono le carte sparpagliate per le firme, spunta dal corridoio Roberto Falcone (il VILLA PINI FIRMAcommercialista che collabora con il curatore) con una bottiglia di vino e i bicchieri di plastica. L’occasione è solenne, ma per scaramanzia nessuno aveva preparato spumante o champagne. Va bene lo stesso: quasi in omaggio agli ospiti si stappa un Pinot nero Cavit del Trentino, annata 2003. Armeggiano con il cavatappi un pò tutti, dall’altro commercialista Francesco Cancelli, al curatore, allo stesso Petruzzi. Si brinda alla firma, ma questo rosso sa di tappo. Seconda sorpresa, arriva allora un Montepulciano Valentini del 1995, quasi una bottiglia da collezione. Il rosso abruzzese, nonostante i 15 anni di invecchiamento (ma è Valentini) straccia quello trentino e raccoglie i complimenti anche degli ospiti veneti. E’ fatta. Qualche giornalista che non aveva resistito fino alla fine chiama dalle redazioni per avere conferma che tutto è finito bene. Partono anche le prime telefonate dalla clinica, arrivano messaggi sui telefonini. Il parcheggio di Villa Pini ormai si svuota. Partono per prime le auto dello staff di Petruzzi e due cani randagi le rincorrono per alcuni metri abbaiando nella notte. E’ l’unica cosa rimasta dei vecchi tempi. Non sanno che ora cambierà tutto.

Sebastiano Calella 24/09/10 9.04

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AL VIA LA PRIMA UDIENZA PER L’INSERIMENTO NEL PASSIVO DI VILLA PINI

CHIETI. Tfr, stipendi arretrati più interessi e rivalutazione, i rischi e le possibili ricadute sui pagamenti dei dipendenti della vicenda Unicredit (banca con la quale Angelini aveva sottoscritto un contratto di factoring con la cessione dei suoi crediti con la Regione), le insinuazioni prudenziali nel fallimento, l’opposizione allo stato passivo così come presentato dal curatore fallimentare: ieri mattina al Tribunale di Chieti è andata in scena la prima delle udienze calendarizzate per i circa 2000 creditori di Villa Pini che per oltre la metà sono dipendenti non pagati. Ieri dunque sono state esaminate 500 posizioni, al termine di una udienza fiume iniziata nell’aula della Corte d’assise alle 9 di mattina e terminata nel pomeriggio. Folla di avvocati giovani soprattutto, qualche lavoratore più sindacalizzato, sfoggio di questioni di diritto e di contabilità amministrativa, insomma il giudice Adolfo Ceccarini ha dovuto sbrogliare in diretta questioni di diritto, osservazioni e riserve con l’aiuto del curatore Giuseppina Ivone e dei commercialisti Roberto Falcone e Francesco Cancelli.

Clima disteso comunque, qualche mugugno per le attese degli avvocati, spesso impegnati anche in altre udienze e che avrebbero preferito un appello dei loro assistiti meglio distribuito a scaglioni nelle ore della mattinata. Se ne riparlerà però ai primi di ottobre e nelle altre udienze.

tribunale chieti

L’IMPEGNO DEL CURATORE PER SALVARE LA SANTA MARIA

Mentre il fallimento di Villa Pini acquista sempre più l’immagine della routine, prendono il sopravvento in cronaca le vicende della clinica Santa Maria di Avezzano e delle altre società fallite del Gruppo Angelini. Ieri la protesta in Comune dei dipendenti della Santa Maria, con il sindaco di Avezzano Floris sollecitato a muoversi in Regione per trovare uno sbocco alla crisi che si trascina da tempo e con qualche critica al curatore fallimentare che avrebbe trascurato il destino di questa società.

«Non ci siamo dimenticati di nessuno – risponde Giuseppina Ivone poco prima di firmare il contratto di affitto di Villa Pini – e la posizione della curatela è stata subito - e continua ad essere - quella di salvare questa clinica. I dipendenti sanno che li ho contattati immediatamente, così come ho chiesto inutilmente da più di un mese un incontro con la Regione, che forse ci sarà la prossima settimana, come mi è stato comunicato oggi. Ai medici soprattutto ho chiesto di essere collaborativi e propositivi: con la delibera approvata dalla Regione, che tutti conoscono, non resta molto scampo alla Santa Maria. Con i numeri dei parti di cui si parla, sono stati chiusi

reparti di ospedali pubblici perché le linee guida nazionali prevedono che per motivi di sicurezza restino aperti solo punti nascite molto più produttivi. Quindi si tratta di inventarsi qualcosa che convinca la Regione a lasciare aperta la Santa Maria. La procedura intende salvare anche questa clinica, come ha fatto per Villa Pini».

s.c. 24/09/10 10.40