Parco della costa teatina, Wwf:«la nuova giunta di Casalbordino faccia in fretta»

Alessandro Biancardi

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CASALBODINO. «Ora che la nuova Giunta si è insediata, premiamo per un incontro con il sindaco per parlare del Parco nazionale della costa teatina».

A chiederlo è l’associazione Wwf zona frentana e costa teatina, che vuole fare luce «una volta per tutte» sul progetto del parco nazionale che non riguarda solo Casalbordino ma diversi comuni della costa.

E l'associazione ambientalista sceglie di parlare proprio ora che la realizzazione del progetto è vicina perché il recente emendamento al decreto Milleproroghe del senatore Legnini ha permesso di  fissare una data (30 settembre 2011) entro la quale ogni Comune interessato dovrà presentare piani di perimetrazione del Parco al Ministero dell'Ambiente.

Ed il Wwf non ha dubbi: «quest’area naturale non porterà la morte dell’agricoltura, come molti erroneamente pensano, anzi porterà una sua fioritura dal momento che la maggior parte dei prodotti agricoli abruzzesi è prodotta in riserve naturali».

«E anche le normative comunitarie sono dalla nostra parte», dicono i rappresentanti dell’associazione ambientalista, «visto che la Politica Agricola Comune dell'Unione Europea stabilisce fondi e sostegno per i parchi nazionali».

Nessun problema, insomma, rassicura il Wwf neanche per quanto riguarda la geografia delle zone su cui sorgerà il parco che «non verranno in alcun modo intaccate».

«Nelle zone D, quelle urbanizzate, non verranno modificati leggi e regolamenti già vigenti. Tutto sarà fatto in rispetto del piano regolatore generale e degli altri piani sovra comunali», precisano.  

«E persino opere di interesse storico naturalistico potrebbero ritornare alla ribalta ed essere valorizzate», sostiene ancora il Wwf riferendosi ai resti della Basilica di Santo Stefano in Rivo Maris che al momento versano in condizioni di degrado.

Grazie al progetto, infatti, potrebbe riprendere consistenza  l’idea accantonata da tempo di un sito Archeologico-Ambientale di Santo Stefano in Rivo Maris.

 La creazione di questa riserva metterebbe al riparo sia le aree interne interessate che il mare per un raggio di 12 miglia dalla costa, dalle mani di petrolieri interessati, grazie ad una legge introdotta nel 2010 dal Ministro Prestigiacomo.

 Un tema che sta molto a cuore al Comune di Casalbordino che, in ben due occasioni (lo scorso  16 aprile 2010 a San Vito e del 30 maggio 2010 a Lanciano), era in prima fila durante le manifestazioni contro  le perforazioni in Abruzzo.

La realizzazione del progetto comporterebbe solo pro e niente contro?

 Secondo il Wwf la bilancia penderebbe per i pro ma come sempre, sarà il tempo il giudice più severo.

m.b.  09/06/2011 9.30