Paolini (Idv): «il Pd scopra le carte su Di Quinzio»

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA AL MARE. «Se il Pd esiste batta un colpo». E' la richiesta di Lucrezio Paolini (Idv) per la delicata quanto spinosa situazione politica che sta investendo il primo cittadino Nicolino Di Quinzio.

Paolini si rivolge così a Silvio Paolucci, segretario regionale Pd, a Giovanni Legnini, senatore del Pd, a Camillo D'Alessando, capogruppo Pd alla regione perchè «esprimano chiaramente la propria posizione politica nei confronti di Di Quinzio che si è presentato ai francavillesi con il simbolo del Pd e con un programma elettorale che, una volta eletto, ha totalmente disatteso nei fatti». In pratica Paolini chiede di chiarire, una volta per tutte se il sindaco rappresenti ancora il Pd o il Pd «si è prestato a quella che si potrebbe definire una truffa nei confronti degli elettori che hanno scelto un programma che poi è stato stracciato dal sindaco che lo ha proposto».

«Di Quinzio – continua Paolini - accusa tutti di tradimento, o meglio accusa tutti quelli che si mettono di traverso per evitare che si consumi la truffa a danno degli elettori. I suoi consiglieri di fiducia, o se si preferisce i suoi consulenti sul piano urbanistico, sono diventati Matricardi, ex Pdl e attualmente in Forza Francavilla, e Di Muzio dell'UdC. Ma non è tutto. Di Quinzio ha addirittura nominato suo Vice Pellegrino, candidato sindaco del centro destra. Insomma, è come se Bersani avesse vinto le elezioni e subito dopo avesse nominato suo vice Berlusconi».


Davanti a tutto questo, per Paolini, non può non esserci una chiara presa di posizione del partito di riferimento del primo cittadino: «Perchè Paolucci non dice chiaramente ai francavillesi qual è la linea politica del parito di cui è segretario? Perchè non interviene in tal senso il Capogruppo alla Regione, Camillo D'Alessandro? Perchè tace anche il senatore Giovanni Legnini?» 22/09/2010 11.49