Antonio Luciani: «6 milioni di debiti». De Marco in giunta, Todisco presidente del consiglio

Alessandro Biancardi

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Antonio Luciani: «6 milioni di debiti». De Marco in giunta, Todisco presidente del consiglio
L’INCONTRO. FRANCAVILLA AL MARE. Pensieroso, di corsa ma dall’aria serena. Così il neoeletto sindaco di Francavilla, Antonio Luciani si presenta all’incontro con PrimaDaNoi.it.

A vederlo sembrerebbe un  cittadino qualsiasi che di sabato mattina fa una capatina al bar. Ed infatti è proprio al bar che preferisce incontrarci, uno tra i più noti della città, che frequenta spesso per incontrare amici e colleghi della politica.

«Qualche minuto e arrivo», si scusa mentre stringe altre mani e qualcuno ad alta voce dice: «signor sindaco…» quasi a provare che effetto fa.

Poi il primo cittadino si siede sul divanetto e sembra curioso. «Ho in mente molti progetti per Francavilla», dice, «e di lavoro ce n’è tanto».

«E’ancora presto per dare dei dati precisi sulla situazione di bilancio che ho trovato». Solo venerdì dice di aver parlato per la prima volta con i funzionari e di aver passato il 2 giugno al Comune per studiare carte, dati e bilanci. E proprio da quei faldoni è venuta fuori «un’amara realtà: 6 milioni di euro di debito». E il passivo ricevuto in eredità ed assicura che potrà parlare  di cifre sicure solo il prossimo 30 giugno quando verrà approvato il bilancio.

«Un quadro scoraggiante»,  ma non si sbottona sulle colpe e responsabilità di chi lo ha preceduto;  non gli interessa «fare dietrologia», «non guardo al passato per recriminare ma sono proiettato al futuro. Quello che è stato è stato».

Quanto al presente Luciani ha le idee chiare. Ha in mente di portare avanti il risanamento del bilancio attraverso la vendita di immobili comunali come la piscina anche se confessa di essere dispiaciuto perché farà tutto il possibile per preservare il patrimonio comunale da questo strappo.

E DI QUINZIO?

Tra le sue priorità c’è l’estensione del terzo e quarto lotto per la raccolta differenziata che comporterà un aumento di spese per i cittadini nella fase della raccolta ma una riduzione nella fase dello smaltimento «con un beneficio economico per la collettività, nel lungo periodo».

«Da qualche parte bisogna iniziare a far rientrare i soldi in cassa», commenta. E sulla politica dei tagli attuata da Di Quinzio dice di condividerne le linee ma al suo amico e collega fa quella che lui chiama una «critica costruttiva».

«Rimprovero a Nicolino il fatto di non aver affrontato alcune decisioni che gli avrebbero portato impopolarità come la vendita di alcuni immobili. La sua politica è stata eccellente: ha tagliato gli sprechi e le spese inutili, e il caso Cosmeg ne è un esempio. Insomma è un esempio».

Il trillo del cellulare lo distoglie per un attimo: la gente reclama il sindaco e lui risponde e non si fa negare.

Poi abbozza un saluto con la mano a qualche cittadino che passa e parla di una questione per lui molto importante: l’associazionismo. Era stato questo, uno dei punti fermi della sua campagna elettorale. Aveva dichiarato di voler «dare sostegno alle associazioni che spesso sopperiscono alla mancanza delle istituzioni».

LE ASSOCIAZIONI

Ma che cosa possono dare le associazioni in più che le istituzioni non possono?

«Nessun soldo servirà per finanziare le associazioni che vengono create da cittadini volontari che si adoperano per il bene comune», tuona il primo cittadino che fa presente la sua intenzione di creare un tavolo permanente delle associazioni ed un albo che registri il tipo di attività, chi le coordina, il regolamento.

Non facciamo in tempo a tirare in causa altre questioni sul tappeto che un uomo si inserisce nel discorso chiedendo un euro per il caffè.

Il sindaco inizialmente diffidente, si lascia convincere. Ci mette un po’ per raccogliere le idee e riprendere il filo del discorso. Si dice cauto e con i piedi per terra circa il futuro della Cosmeg  «dobbiamo sempre tenere a mente che non abbiamo la bacchetta magica. Ma una cosa è certa:  considero la Cosmeg un’eccellenza per il servizio di mense scolastiche ma si è incancrenita a causa di sprechi e di spese eccessive. Io voglio eliminare le distorsioni e mantenerla, non intendo liquidarla».

E sul Cosvega Luciani spende qualche parola dicendo che il Comune ha debiti pari a due milioni e mezzo di euro.

IL PORTO

Non può mancare all’appello il porto turistico di Francavilla che ormai è sempre più una spina nel fianco con cui fare i conti.

«Io non avrei mai voluto una struttura del genere», dice, «ma l’ho trovata  e non posso ignorarla. Sicuramente realizzerò l’opera perchè la sua dismissione comporterebbe oltre una penale anche la restituzione dei fondi stanziati per la sua realizzazione. Parliamo di tre o quattro milioni di euro».

E sembra intenzionato a chiedere alla Procura il dissequestro dell’area «perché non mi è ancora chiaro fino in fondo il motivo del sequestro». E parla anche della sua intenzione di rimuovere i gabbioni del porto perché poco estetici e sicuri.

Ma alla domanda su come intende affrontare la questione di bonifica delle acque dove dovrebbe sorgere il porticciolo e dove sono stati rilevati mercurio, diossine, selenio e rame in concentrazioni superiori ai limiti consentiti, risponde che il Comune non è competente ma parlerà con la Regione per attuare tutte le misure necessarie per la bonifica.

VIABILITA’ E PARCHEGGI?

Viabilità e parcheggio sono altri due punti chiave del programma del primo cittadino che vuole rendere le strade di Francavilla più percorribili e meno trafficate grazie ad aree di parcheggio, isole pedonali.

«Nel giro di un anno, Francavilla avrà un volto nuovo», ripete e sulla questione dei parcheggi a pagamento di cui la città è tappezzata tende a chiarire che non è stata un’iniziativa della sua amministrazione, che c’è il 30 % di strisce bianche e che i cittadini (villeggianti e residenti) dovranno pagare solo per i tre mesi estivi fruendo di abbonamenti o mensili di 30 euro o stagionali di 80 euro.

«In un mese, pagare un euro di parcheggio al giorno non mi sembra eccessivo», commenta.

Sulla composizione della giunta non si sbottona ma alla fine riusciamo a strappargli qualche nome sui futuri componenti. Si tratta di Antonio De Marco che sarà vice sindaco ed assessore all’urbanistica, Francesco Todisco presidente del consiglio.

Così,  lasciamo il sindaco ai suoi conoscenti e alle telefonate che non gli danno tregua, con la promessa di rivederci più in là quando avrà studiato qualche carta.

Marirosa Barbieri 06/06/2011 8.46