"Trasloco" dei malati psichiatrici dall’Azienda agricola, i sindacati vogliono la Commissione Marino

Alessandro Biancardi

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RIPA TEATINA. Ha preferito tornare in carcere piuttosto che essere trasferita a Lecce. Ed ha firmato il rifiuto e la richiesta di passare in cella il resto della pena.*IL SINDACO DI RIPA:«ECCO PERCHE’ HO NEGATO L’AUTORIZZAZIONE»

E’ uno dei malati Opg (di provenienza cioè dagli ospedali psichiatrici giudiziari) per i quali era stato programmato il trasferimento dall’Azienda agricola di Ripa Teatina, chiusa dal Comune e quindi senza più accreditamento regionale. Un secondo Opg è invece partito alla volta di Teramo, altri due malati, con l’aiuto delle rispettive famiglie, hanno detto no alla nuova destinazione prevista e cioè Gissi. E’ stata una mattina movimentata quella di ieri, tra gli addetti ai lavori della Asl incaricati (ed un pò imbarazzati) per il trasloco, l’accorrere dei sindacati e dello staff di Villa Pini, compreso il direttore sanitario Francesca Catini, la contrarietà vivace delle famiglie e dei malati stessi.

 E sotto il temporale, il tam tam delle notizie telefoniche per rilanciavano la protesta contro questo stillicidio di trasferimenti, attuato secondo le direttive della Regione che ha concesso 7 giorni per chiudere la vicenda. Una scadenza che venerdì vedrà schierati all’Azienda agricola tutti i sindacati che già stamattina sono accorsi al completo nella struttura, quasi per una difesa fisica dei malati. Ma l’iniziativa dei rappresentanti sindacali non si ferma qui: hanno infatti preannunciato un esposto denuncia alla Procura della Repubblica e l’invio della copia alla Commissione Marino, con una domanda quasi provocatoria. Se è vero come risulta agli atti, che uno dei pazienti nei giorni scorsi è stato trasferito all’Aquila in un reparto per malati psichiatrici acuti (in sigla spdc: struttura psichiatrica di diagnosi e cura, dove vengono trasportati anche i malati con Tso, trattamento sanitario obbligatorio), siamo al mancato rispetto della legge 180?

Cioè prima si decide di “liberare” dall’ospedale il malato mentale, adesso si fa il percorso inverso? Tra le altre iniziative a tutela di questi pazienti, la Uil Fp ha deciso di inoltrare una richiesta formale al sindaco di Ripa Teatina per una nuova visita ispettiva alla struttura, dopo il provvedimento dirigenziale per la sua chiusura.

«Il crono programma deciso nell’incontro con il Prefetto – spiega Domenico Rega, Uil Fp – non si interrompe per l’iniziativa della Regione di fissare il trasferimento in 7 giorni. In una situazione analoga all’ex Convitto Paolucci, in passato il sindaco di Chieti restituì l’agibilità prima revocata, lo stesso potrebbe accadere qui».

E alla preoccupazione per i malati, vittime incolpevoli di queste complicazioni burocratiche, si aggiunge ora quella per i dipendenti, che potrebbero essere messi in cassa integrazione. Se ne parlava ieri, sotto il temporale che ha messo in crisi le operazioni per il trasferimento: tuoni, fulmini, energia elettrica saltata. Quasi un segnale contrario degli dei….

Sebastiano Calella  01/06/2011 21.15

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IL SINDACO DI RIPA:«ECCO PERCHE’ HO NEGATO L’AUTORIZZAZIONE» 

Il sindaco Mauro Petrucci si difende dalle accuse che vogliono il Comune di Ripa Teatina responsabile della sospensione dell’attività sanitaria

«Abbiamo cercato di trovare una soluzione alternativa. Ma, una volta scaduti i termini, nessuno ha provveduto a mettere in regola la struttura».

 Così il sindaco di Ripa Teatina, Mauro Petrucci, si difende dalle voci che si sono susseguite in merito alla vicenda del centro psicoriabilitativo “Azienda Agricola”, che fa parte del complesso Casa di Cura Villa Pini.

Proprio al Comune di Ripa, infatti, sono state attribuite le responsabilità di aver negato l’autorizzazione all’esercizio dell’attività sanitaria di questa struttura, generando in questo modo numerosi disagi all’utenza e al personale impiegato. Un’accusa che non trova d’accordo il primo cittadino, che spiega le motivazioni che hanno portato alla decisione.

«Abbiamo negato l’autorizzazione – è il commento di Petrucci – esclusivamente sulla base delle risultanze emerse nel corso delle ispezioni disposte dalla Asl e del conseguente parere negativo, generato dalle carenze organizzative, strutturali e gestionali che sono emerse nel corso dei sopralluoghi».

Da qui l’atto di diffida trasmesso alla struttura, che ha subito chiesto una proroga ai 90 giorni concessi dalla legge per la messa a norma del centro.

«Seppure accordata – continua il sindaco – nessuno ha provveduto a regolarizzare la struttura. Pertanto ci siamo trovati nella condizione di dover necessariamente negare l’autorizzazione. Ricordo che il provvedimento comunale ha natura vincolata rispetto agli accertamenti e al parere della Asl, che è l’unico organo competente a verificare il possesso dei requisiti».

Ciononostante, il Comune di Ripa Teatina, per quanto di sua competenza, ha cercato una soluzione alternativa al problema, pur essendo allo stesso tempo costretto a difendersi nel giudizio avviato dalla Curatela del Fallimento Villa Pini di fronte al Tar di Pescara.

«E’ il caso di sottolineare – aggiunge in proposito il sindaco – che in prima battuta il giudice amministrativo ha respinto l’istanza di sospensiva richiesta dalla casa di cura, confermando in questo modo la legittimità del nostro operato. La soluzione della vicenda, però, richiede l’apporto collaborativi di tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti, cosa che finora non è avvenuto, perché il Comune non dispone né degli strumenti né delle competenze necessarie per assumere la regia di una scelta comune e per rimuovere gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento di una soluzione anche solo provvisoria al problema».

03/06/2011 11.19