Costa dei Trabocchi, presentato lo studio di fattibilità

Alessandro Biancardi

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Costa dei Trabocchi, presentato lo studio di fattibilità
CHIETI. E' stato presentato questa mattina presso la Provincia di Chieti  lo Studio di fattibilità del Comprensorio turistico della costa dei Trabocchi.

Il comprensorio si propone di coinvolgere anche le aree collinari e montane, una realtà che si caratterizza per i 45 chilometri di litorale, i 27 trabocchi, i 29 Siti di interesse comunitario, le 10 Riserve naturali regionali e i 4 Porticcioli turistici.

Lo studio, condotto dalla Provincia, dall'Istituto per il turismo della Camera di Commercio di Chieti (Isnart) unitamente ai Patti Territoriali Sangro – Aventino e Trigno Sinello, a Confindustria Chieti, Confcomercio, Sangritana, Cna e Confartigianato, indica le strategie e le azioni per il rilancio del turismo attraverso l'offerta di un prodotto o di più prodotti in base alle richieste di mercato.

E si propone di migliorare l'accessibilità dei turisti, specie di quelli che si muovono in aereo da territori come Germania, Francia, Paesi Bassi e Inghilterra, un bacino potenziale di oltre 50 milioni di persone, che cercano il prodotto turistico legato a realtà come quella della Costa dei Trabocchi. L'obiettivo è, entro il 2016, di portare le presenze turistiche, che nel biennio 2007-2009 sono state 4.690225, con un fatturato di 392.967.115 euro a 5.631.856, con una ricaduta di 510.065.995 euro. Al primo posto tra i criteri di riferimento dello Studio  c'è il mare, che resta il prodotto trainante  con circa il 54%, seguito da ecoturismo e vacanza attiva, l'enogastronomico,  il turismo religioso e quello sportivo.

L'OFFERTA ALBERGHIERA

Per raggiungere gli obiettivi bisognerà tra l'altro investire sull'offerta alberghiera al fine di rispondere ad esigenze di specifici segmenti di domanda quali cicloturisti, famiglie, anziani e migliorare l'efficienza di servizi complementari quali accompagnamento e trasporto turistico, attività per il tempo libero e noleggio di natanti. Diverse le azioni di sistema già attivate e da attivare con risorse locali, fra le quali spiccano la creazione e il lancio del brand “La Costa dei Trabocchi” e la caratterizzazione e qualificazione dell'offerta ricettiva.

«L'industria turistica è la salvezza sostanziale della nostra provincia perchè altrimenti saremo sempre vittime delle crisi cicliche, specie di quelle legate all'industria manifatturiera – ha detto il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio. Il comprensorio della Costa dei Trabocchi, che rappresenta la porta del turismo anche per le zone interne, è nella strategia del turismo regionale e il 70% dei cittadini risponde positivamente alla possibilità di lavorare nel settore del turismo. Quello che presentiamo oggi è uno Studio rigoroso, che si integra alla Via Verde e dunque alla pista ciclopedonale».

Al riguardo Di Giuseppantonio ha incontro il Ministro Raffaele Fitto al quale ha chiesto di inserire la pista ciclopedonale nel programma per il Sud.

«A tutto ciò, però, - ha sottolineato il presidente Di Giuseppantonio.- dobbiamo aggiungere un nuovo modo di risolvere i problemi burocratici che abbiamo al nostro interno, negli enti che amministriamo perchè a chi vuol investire su questo territorio non è possibile rispondere con lentezza, ritardi e complicazioni incomprensibili. Loro non possono perdere tempo e  neanche noi se vogliamo che questo territorio dia una speranza di lavoro e finalmente certezze ai nostri giovani e a tante famiglie».

LE PROTESTE DEI CITTADINI

Intanto però la ''Costituente Vogliamo il Parco'' -rete di cittadini, associazioni, operatori turistici, cantine, sindacati, amministratori, agricoltori- protesta per il convegno dibattito organizzato dal comune di San Vito, dalla regione Abruzzo e dall'Arsa nei giorni scorsi sul Parco della Costa Teatina: «i relatori rappresentavano cariche regionali provinciali e nazionali; non c'era però nessuno in grado di testimoniare le esperienze positive esistenti in Italia, o quali fossero le cause e le responsabilità in caso contrario. Lo stesso Ecotour, dove la regione Abruzzo profonde risorse economiche non indifferenti, era lontano mille miglia».

«Pensavamo», dicono dai comitati, «di ascoltare dall'assessore all'agricoltura Mauro Febbo, che è anche il Coordinatore tecnico del Parco, come la regione Abruzzo si stesse muovendo per rispondere finalmente (dopo 10 anni) alle richieste del Governo, ma proprio non ci aspettavamo che il coordinatore del Parco fosse apertamente contro il Parco».

«Il Coordinatore Febbo e gli altri dovrebbero sapere che le zone A e B coincideranno con quelle attualmente protette come Punta Aderci, Ripari di Giobbe, la Lecceta di Torino di Sangro o zone a rischio idrogeologico e dovrebbero anche sapere che in quelle zone i vincoli tanto temuti già ci sono; che in quelle zone non ci sono frantoi e mai ci potranno

essere - Parco o non Parco, infatti il Parco è suddiviso in 4 zone e recepisce integralmente i PRG, poi c'è il regolamento e il piano Parco, che permette il rispetto delle singolarità territoriali, di certo il Parco terrà lontani i petrolieri che ancora si sono definitivamente insediati e che sono la gran parte -istanze e permessi».

01/06/2011 17.14