Provincia di Chieti, sul Bilancio campanello d’allarme dei Revisori dei conti

Alessandro Biancardi

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Provincia di Chieti, sul Bilancio campanello d’allarme dei Revisori dei conti
CHIETI. A sorpresa i Revisori dei conti della Provincia di Chieti esprimono un parere “condizionato” sul Bilancio 2011: un pò  sì, un pò no.

«1) Parere favorevole sulla proposta di bilancio 2011 della Provincia di Chieti, relativamente al rispetto dei principi contabili degli Enti locali. 2) Parere non favorevole in merito all’attendibilità contabile delle entrate riferite alla vendita degli immobili della Provincia, già messe in bilancio nel 2009, ma non ancora incassate». Firmato: Antonino Amorosi, Marco Marino, Vincenzo La Frazia, Revisori dei conti. Insomma una valutazione tra un “sì” sofferto e un “no” implicito, tra una bocciatura e una promozione con qualche “debito”. Con queste due valutazioni apparentemente contrastanti dei Revisori dei conti siamo al classico dilemma del bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, ma il tutto suona comunque come un campanello d’allarme. I dati riassuntivi complessivi delle previsioni di competenza 2011 sono presto detti: 172 milioni di entrate e altrettanti di spese. Nel 2010 è stato inoltre accertato un disavanzo di amministrazione di 5 milioni e 240 mila euro.

 Invece i debiti fuori bilancio riguardano il mancato pagamento Irap (oltre 1 milione e 700 mila euro) sui contratti dei lavoratori in affitto per l’annualità 2008 e pregresse, le quote societarie per il Consorzio industriale Chieti-Pescara (circa 500 mila euro), oltre le «passività potenziali probabili» di circa 800 mila euro ciascuna per un contenzioso con Serfina Banca e con Telecom Italia. Stabili invece (intono ai 14 milioni) le spese per i 346 dipendenti della Provincia e novità in vista per le Società partecipate che hanno registrato perdite di esercizio per tre anni consecutivi (Sviluppo turistico Sangro Aventino, Società consortile Sangro Aventino, Consorzio autonomo Fiera di Lanciano, Consorzio Mario Negri sud), alcune delle quali verranno dismesse.

DIFFICOLTÀ A FARE CASSA: GLI IMMOBILI NON SI VENDONO

Ma se per pareggiare i conti si indicano somme che debbono venire dalla vendita dei beni immobili e questi beni non si vendono, è chiaro che il bilancio ne soffre. I sostenitori della bocciatura puntano il dito su diversi aspetti: le difficili condizioni con cui l’Ente raggiunge l’equilibrio di bilancio, le minori entrate che passano da 33 a 31 milioni di euro a fronte dell’aumento delle spese correnti che passano da 56.284.981 euro a 59.600.494. Infine un dato: la Provincia di Chieti è al limite dell’indebitamento consentito e non può più accendere mutui. Infatti l’incidenza percentuale sulle entrate correnti (pari a 52 milioni di euro) ha un tetto del 12% per gli interessi passivi (cioè 6 milioni e 255 mila euro) ed il limite raggiunto è di 6 milioni e 83 mila euro, pari all’11,67 %.

Al contrario c’è chi pensa che siamo di fronte al solito bilancio difficile di un ente locale, alle prese con le minori entrate da parte del governo ed alla scarsa o inesistente capacità impositiva: insomma un mezzo miracolo dei tecnici della Provincia che pur in difficoltà (ogni tanto escono nuovi debiti fuori bilancio) riescono a coprire tutto pur con un coperta sempre troppo corta. La verità però si trova all’inizio delle circa 30 pagine del parere dei Revisori: la gestione finanziaria complessiva dell’ente nel 2010 risulta in equilibrio e «potrà rispettare gli obiettivi di finanza pubblica a condizione che si riconoscano i nuovi debiti fuori bilancio e che si realizzi la vendita del Patrimonio immobiliare, le cui entrate non si sono concretizzate» perché questo patrimonio non è stato venduto. Di qui il giudizio finale “condizionato” dei Revisori che suona come un campanello di allarme sia per gli aspetti contabili che per gli effetti collaterali possibili. Infatti a fronte di una difficoltà a vendere alcuni beni immobili, la scorciatoia potrebbe essere il cambiamento della loro destinazione d’uso, il che aprirebbe la strada a possibili speculazioni. Per gli aspetti contabili, il pericolo è che la continua scoperta di debiti fuori bilancio non si fermi, ponendo interrogativi sul chi e sul come si spende alla Provincia di Chieti.

Sebastiano Calella  30/05/2011 8.50