Malati psichiatrici "traslocati" dalla Regione: altro salto nel buio

Alessandro Biancardi

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RIPA TEATINA. Per un rottweiler assassino si è mosso addirittura un sottosegretario di Stato, si sono fatte sentire la Lav, l’Apnec (associazione professionale nazionale educatori cinofili) ed altre associazioni, come è giusto che sia.

Si trattava di salvare Devil, il cane che aveva sbranato un giardiniere

Per i malati psichiatrici dell’Azienda agricola di Ripa Teatina, trattati come pacchi postali da trasportare ad altri indirizzi, tutto tace. Eccetto la Regione che conquattro righe annuncia il trasferimento e le due reazioni di Uil e Cgil. E’ vero: il presidente Gianni Chiodi «ha invitato i direttori delle Asl a porre particolare attenzione alle esigenze di cura dei pazienti della struttura, ritenendo di dover salvaguardare, prioritariamente, il livello di assistenza».

 Ma è proprio questa la contraddizione: il livello di assistenza per questi malati forse è non un trasferimento confortevole e assistito, ma proprio il mancato trasferimento. Il debole equilibrio raggiunto nella loro riabilitazione psichiatrica potrebbe essere compromesso e saltare di nuovo per la rottura di rapporti consolidati, per la scomparsa di persone di riferimento, per le modifiche nelle terapie.

E’ così per questi pazienti e chi è del mestiere lo sa.

Sembra perciò quasi incredibile che mentre Chiodi, da profano, senta il bisogno di tutelare questi malati «i direttori dei Dipartimenti di Salute mentale delle Usl di Chieti e Teramo» abbiano dato il loro assenso burocratico. Un comportamento che fa il paio con quello del sindaco di Ripa, peraltro medico, che a suo tempo ha revocato l’autorizzazione alla struttura, senza preoccuparsi dei riflessi sulla salute mentale di quei malati. «E’ stato altresì stabilito – conclude il comunicato della Regione - che sarà il Direttore generale della Usl di Chieti a notificare, all’attuale gestore dal centro psicoriabilitativo, il piano di trasferimento con la relativa tempistica».

Quello che importa, a quanto pare, è solo la tempistica, sono importanti gli orari, i percorsi, le scadenze. Forse non è così e la delusione per queste vicende la riassume Domenico Rega, Uil:«le speranze per la ripresa dell’attività sanitaria, concordata anche di fronte al prefetto di Chieti, si sono infrante nel momento stesso in cui funzionari e dirigenti avrebbero dovuto assumersi qualche responsabilità operativa». Rega però non si arrende e propone di ridurre il danno con un «piano di fattibilità operativo ai fini di un contenimento dei guasti e dei disagi per i malati e per le loro famiglie».

Si tratterebbe di spostare questi malati dell’Azienda agricola nelle altre strutture accreditate del gruppo Villa Pini, in modo da ridurre al minimo il cambio di personale ed il disorientamento dei malati. E quelli meno gravi potrebbero essere ospitati nel Piccolo rifugio la Cicala, di Atessa, che è ancora accreditato e ben si adatta ad ospitare i pazienti per i quali non viene riconosciuto il codice per la psico riabilitazione. Anche la Cgil, con Andrea Gagliardi, critica ancora una volta l’assenza della Regione che colpisce lavoratori e pazienti.

«La problematica della struttura di Ripa oggi chiusa è stata oggetto di diverse riunioni sia a livello aziendale che a livello istituzionale – sostiene Gagliardi – Il prefetto di Chieti aveva favorito l’individuazione di un percorso tecnico su cui calibrare la definizione di iniziative risolutive dei problemi posti da questi malati sfrattati. L’assenza della Regione alla riunione tecnica ha vanificato questa ipotesi. 

A questo punto ci chiediamo: dove saranno “spostati” i 35 pazienti psichiatrici della struttura, compresi quelli giudiziari, sapendo che la Asl ha trovato la

disponibilità in Regione e zone limitrofe solo per 7/8 pazienti? Che tipo di assistenza avranno e con quale appropriatezza?»

 Ed ancora:«Che fine faranno i 25 operatori sanitari che lavorano nella struttura? Ancora una volta l’assenza della Regione Abruzzo produce danni ai cittadini più deboli, ai lavoratori ed alla società intera».

 Basterà questa protesta per fermare il trasloco dall’Azienda agricola? Se si trattasse di cani, ci sarebbero più speranze.

PETRUCCI: «SITUAZIONE COMPLESSA» 

Mauro Petrucci, sindaco di Ripa Teatina, competente per territorio sulla struttura riabilitativa "Azienda Agricola" chiarisce la sua posizione sulla vicenda del trasferimento dei malati psichiatrici: «Proprio come medico sono consapevole della complessità della situazione che si è creata. Ma la chiusura "burocratica" di questa struttura è un atto dirigenziale dovuto. Né potevo, come sindaco, imporre di soprassedere al Funzionario comunale, costretto al rispetto delle leggi. Io mi sono reso disponibile ad una serie di incontri per trovare una soluzione condivisa e più favorevole ai malati, come mi impone la mia coscienza di cittadino e di medico. Purtroppo, come noto dalla cronaca, la Regione è risultata assente alla riunione convocata dalla Asl per trovare soluzioni alternative e quindi è scattata l'operazione trasferimento, con tutte le cautele possibili, come ha assicurato il Dipartimento competente. Mentre confermo la mia disponibilità a fare tutto il possibile per evitare altri disagi, sono a disposizione per tutto quello che si potrà fare dal punto di vista amministrativo».

 Sebastiano Calella  28/05/2011 11.01