Sciovie Maielletta: la Corte dei Conti chiede 180 mila euro di danni

Alessandro Biancardi

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RAPINO. La Corte dei Conti ha già concluso l’indagine preliminare. Ad annunciarlo i consiglieri di minoranza.

Il pm della Procura Regionale ha individuato come probabili responsabili il sindaco Rocco Cocciaglia, insieme al vice sindaco Andrea Oliva, agli assessori Rocco Cocciaglia, Sandrino Mascioli e Rosanna Mammarella, per aver votato la delibera che approvava la transazione, ed al Responsabile dell’ufficio Tecnico Mario Santovito, l’architetto di fiducia assunto fuori dalla pianta organica che ha fornito il parere favorevole. Tutti hanno ricevuto l’invito a dedurre tramite l’ufficiale giudiziario presso le proprie abitazioni.

L’invito a dedurre è l’atto della magistratura contabile equivalente all’avviso di garanzia nel penale; precede la citazione in giudizio del presunto responsabile e in esso il pm contabile espone gli elementi di fatto e di diritto sulla cui base fonda la contestazione di responsabilità e l’ammontare del danno. Insomma, dopo i chiarimenti tutto potrebbe finire nel nulla.

In pratica sono stati invitati a far pervenire le proprie deduzioni e osservazioni difensive entro 30 giorni.

Qualora il reato ipotizzato dal magistrato venisse confermato in fase di giudizio, questi amministratori, compreso l’architetto Santovito, dovranno risarcire personalmente con i loro beni il Comune di Rapino. Il procuratore regionale Massimo Perin contesta un danno erariale di 180 mila euro. La transazione stipulata avrebbe visto prevalere gli interessi della Società Mammarosa, gestore degli impianti, rispetto a quelli dell’Ente non salvaguardando i diritti stabiliti dalle sentenze della Corte d’Appello, che aveva condannato la Società a risarcire il Comune per gli anni in cui aveva usufruito dei terreni senza contratto.

«Una transazione che ha vanificato gli sforzi fatti dalla precedente amministrazione», dicono oggi dall'opposizione, «per valorizzare il patrimonio della montagna, che appartiene a tutti i cittadini di Rapino, e per aprire finalmente prospettive di sviluppo diffuse che coinvolgessero il Comune e l’intero territorio. Pur nella presunzione di non colpevolezza fino a giudizio definitivo, dobbiamo sottolineare», dicono ancora dalla minoranza, «che l’azione della Procura conferma che erano fondate tutte le perplessità del gruppo di minoranza e le invocazioni per far tornare la legalità nella gestione dei soldi pubblici. Avevamo addirittura richiesto formalmente che la transazione venisse discussa in consiglio attraverso l’istituzione di una apposita commissione per meglio valutare le possibili soluzioni nell’interesse dell’Ente, ma il sindaco ha ritenuto che tale decisione dovesse essere presa soltanto dalla Giunta, pur trattandosi della concessione di un diritto reale per addirittura 40 anni».

«Fidiamo nella terzietà della magistratura contabile», chiudono i consiglieri di minoranza, «perché queste risorse vengano rimesse a disposizione della comunità di Rapino e che venga ridata una possibilità di sviluppo al nostro territorio».

28/05/2011 9.26