Lanciano verso il ballottaggio: le strategie di Bozza e Pupillo

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3756

Lanciano verso il ballottaggio: le strategie di Bozza e Pupillo
LANCIANO. L’apparentamento per ‘scacciare’ il centrodestra, da un lato; la nomina anticipata della Giunta, con quattro candidati eletti e tre assessori tecnici ‘esterni’ dall’altro.

Ermando Bozza e Mario Pupillo affilano le armi per quello che si preannuncia come un turno di ballottaggio all’ultimo voto. Una tornata elettorale che, forse più che in passato, sta suscitando grande interesse in città, dove non si parla d’altro. L’occasione, d’altra parte, è troppo ghiotta; per il centrodestra si tratta di confermare per il quarto mandato un governo cittadino all’insegna della continuità, contando anche sulla filiera con il governo provinciale, regionale e centrale. Per il centrosinistra, invece, c’è la possibilità di conquistare il Palazzo di città, per dare un nuovo corso alla gestione amministrativa.

 

QUI CENTRODESTRA. La scelta di Bozza è stata per qualcuno furba, per qualcun altro necessaria. Si è trattato di certo di un segnale chiaro ai cittadini: un segnale di rottura con il passato o, almeno, con quel passato che gli elettori hanno mostrato di non gradire, come ha testimoniato il calo di voti di alcuni ‘big’ e di alcune liste al primo turno.

La nuova Giunta è composta da quattro candidati eletti e tre esterni. Significativo che nell’esecutivo è entrato solo uno – il più votato - dei consiglieri candidati con la lista del Pdl, Manlio D’Ortona, assessore uscente. Ben due assessori, il vicesindaco uscente Paolo Bomba (più votato in assoluto con 681 preferenze) ed Errico D’Amico, sono stati pescati nell’Udc, il partito che a Lanciano ha fatto il vero boom di consensi. Un assessore, infine, nelle fila di Alleanza per Lanciano libera, la lista formata e capeggiata da Nicola Fosco, dove l’ex sindaco, tuttavia, non è stato il più votato, tanto da lasciare il posto in Giunta a Italo D’Autilio. Tre assessori, infine, pescati nella società, e scelti non a caso: Giovanni Giorgetta, imprenditore con esperienze ad alti livelli, che ha messo a disposizione proprio la sua competenza manageriale; Cinzia Di Sebastiano, attivissima nelle politiche sociali; Giancarlo Talone, commercialista e revisore dei conti come Bozza, molto noto e stimato in città.

Una scelta, quella di Bozza, doppiamente significativa; innanzitutto, il ricorso ad assessori esterni, a tecnici che possano conquistare la fiducia dei cittadini, sempre più disincantati rispetto alla classe politica; in secondo luogo un segnale che l’amministrazione Bozza manterrà un filo di continuità con il passato – lo testimonia la presenza di due assessori uscenti – ma avrà anche un’impronta di rinnovamento, soprattutto a discapito di quei consiglieri ed esponenti politici che in città non godono di grande stima e apprezzamento.

 

QUI CENTROSINISTRA. Ad una mossa sicuramente strategica, e stando alle ‘risposte’ della città anche gradita, di Bozza, è corrisposta una mossa altrettanto intelligente e scaltra del candidato del centrosinistra Mario Pupillo. Una scelta, la sua, che sta dando vita a un vespaio di critiche e polemiche ma senza la quale, probabilmente, la guerra per conquistare la città non sarebbe stata ad armi – o voti – pari. Pupillo ha infatti deciso di ‘aprire’ ai due candidati sindaci che alle elezioni del primo turno sono usciti sconfitti, ma che hanno portato a casa un dignitosissimo 25% di voti. Seimila elettori, un quarto di coloro che hanno espresso la propria preferenza, hanno attestato la fiducia a Pino Valente e Donato Di Fonzo; numeri che non potevano non stuzzicare l’interesse di Pupillo, che ha infatti deciso di stringere un accordo con i due esponenti delle liste civiche, che nel frattempo, proprio per continuare a giocare la partita elettorale, avevano costituito il Polo civico frentano. Un accordo tra galantuomini, come l’hanno definito loro, in nome del cambiamento e del rinnovamento – e per questo a loro dire coerente - basato su un’intesa di programmi e progetti tesi soprattutto a scacciare il ‘vecchio’ a vantaggio del ‘nuovo’. Un’intesa trasformata in un apparentamento ufficiale; un accordo che porterà i tre a presentarsi compatti al voto di domenica e lunedì. Una scelta che ha portato a Pupillo di certo una maggiore freschezza, un più evidente entusiasmo da parte dei cittadini e del suo elettorato, che ha mostrato di gradire l’accordo, anche se questo significherà un minor ‘peso’, soprattutto da parte dei partiti minori.

 

ACCUSE, CURIOSITA’ E VELENI. Una battaglia all’ultimo voto, quella tra Pupillo e Bozza, che se al primo turno era stata giocata sempre sul filo del fair play, in vista del ballottaggio non sta lesinando attacchi e accuse al vetriolo, pur nella correttezza dei due candidati sindaci, dei quali si è detto molto, ma rispetto ai quali non si può non considerare la loro correttezza e irreprensibilità. Sono più che altro i tanti ‘falchi’ che agognano per un ruolo di rilievo ad accendere i toni della polemica. Stanno creando curiosità, ma anche disappunto, i volantini che campeggiano su praticamente tutte le auto parcheggiate a Lanciano, e che, attraverso fotomontaggi e slogan improvvisati, accusano Valente e Di Fonzo di incoerenza; punto di vista assolutamente legittimo, quello riportato sui volantini a firma della “Giovane Italia”, ma che forse ricorre a toni, e parole, un po’ sopra le righe.

Non manca la risposta dei supporter di Pupillo, che continuano ad attaccare la coalizione di Bozza, soprattutto in riferimento alla scelta di nominare anzi tempo la Giunta; una scelta per qualcuno solo di facciata, ma che nasconderebbe precise ‘promesse’ e patti fatti con coloro che non hanno nascosto la richiesta di una maggiore ‘riconoscenza’ per i voti riportati.

E il clima si scalda anche tra i cittadini; passeggiando per il corso di Lanciano non passano inosservati i tanti ‘comizi’, formato ridotto, che l’uno o l’altro sostenitore fanno a vantaggio del loro candidato sindaco; toni e gesti, il più delle volte esuberanti, per convincere il proprio amico, collega o vicino di casa della validità del proprio pensiero.

Ma quello che conta, come sempre, sarà quel pezzetto di carta che sarà riempito nel segreto della cabina elettorale e che poi finirà nell’urna. Soltanto una semplice croce sul nome di Pupillo o di Bozza (questo l’ordine estratto sulle schede elettorali) decreterà il vincitore di questa accesissima e dibattutissima tornata elettorale.

Altro che chiacchiere, veleni e polemiche; il vero potere sta tutto in una croce…

d.d.c  27/05/2011 7.21