Polemiche elettorali a Francavilla. D’Amario:«Luciani fa accordi sottobanco con De Felice»

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Campagna elettorale velenosa. Finisce nel peggiore dei modi la campagna elettorale a Francavilla.

La certezza è che si sta tentando di tutto per cercare di ottenere visibilità e depotenziare l’avversario. L’altra certezza è che fioccano le smentite a voci che spesso vengono riportate anche sulla stampa. La verità è difficile da scovare come sempre. Così D’Amario e Luciani se le suonano di santa ragione ed il primo accusa l’altro di incontri segreti, cene e accordi sottobanco. Il secondo smentisce tutto. E l’atmosfera si surriscalda.

«E’ assordante il silenzio nel quale sembrano essere piombati il candidato di centro-sinistra Antonio Luciani e tutta la sua coalizione», attacca Daniele D’Amario, «alla luce di quanto emerso sul suo incontro notturno con alcuni candidati del Pdl dell’Udc di De Felice e con l’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso e l’ex assessore regionale Mario Amicone. Una riunione informale che gli interessati hanno tenuto a casa di un candidato del Pdl, ma dai contenuti ben definiti vista la valanga di sms inviati ai nostri concittadini dal candidato sindaco sconfitto Carlo de Felice,  della quale nessun esponete del centro-sinistra ha in alcun modo inteso smentire l’esistenza fino ad ora».

Ch enon vi sia molta concordia tra D’Amrio e De Felice lo si sa e forse gli attriti non si sono placati dopo le polemiche sugli accordi del partito Pdl presi a livelli più alti.

«E’ facile dire: “Io parlo a tutti i cittadini di Francavilla perché sono il sindaco di tutti”», dice D’Amario citando l’avversario, «vuol dire prendere in giro i propri residenti mettendo la maschera del nuovo che avanza, ed a sipario chiuso cercare di accaparrare voti da ogni parte con un unico obiettivo, la conquista di una poltrona. E poi, Luciano D’Alfonso e Mario Amicone, sono forse cittadini di Francavilla? Votano uno a Pescara e l’altro a Miglianico. Le iniziative messe in atto da Luciani, dal centro sinistra e dal candidato sconfitto Carlo De Felice costituiscono un vergognoso esempio di misera politica, volta soltanto agli interessi di bottega, celata dietro falsi perbenismi».

Dunque accordi sottobanco Pd-De Felice? Semplice, stringato e chiaro Antonio Luciani.

«Non ho partecipato a cene, non ho fatto accordi o apparentamenti con soggetti politici estranei alla coalizione che mi sostiene, nessuno del gruppo che sosteneva il candidato De Felice diverrà mio assessore o riceverà incarichi»

«Ci sono molte persone impegnate in queste elezioni tra i sostenitori di D’Amario, De Felice, Pezone, Mastrangelo e Storto serie ed oneste che possono dare un apporto valido di idee e lavoro per il bene di Francavilla», ha però detto Luciani, «perché dovrei rifiutarmi di parlare con loro? Io sarò il sindaco di tutti i cittadini di Francavilla. Io non ho creato dissesti finanziari, non ho avuto avvisi di conclusione delle indagini, non ho avuto richieste di chiarimento da parte della Corte dei Conti e non ho mai amministrato la città fino ad ora».

«Sono uomo di centro destra, dirigente provinciale PDL e resto fermamente attaccato alla mia ideologia politica, pertanto sono distinto e distante dalla sinistra», fa sapere oggi De Felice, «e mai ho partecipato a cene politiche con uomini che fanno riferimento a quell’area politica, ed evidentemente chi divulga questa menzogna lo fa perché sentendosi perso vuole dare “le colpe o i meriti” di ciò che sta per accadere ad altri. Sono  allo stesso tempo lontanissimo dal modo di fare politica bucolico, arrogante e poco trasparente del burattino mosso dall’odio del vecchio burattinaio, che nutre astio verso l’emergere di personalità nuove ed alternative per paura di ritrovarsi relegato in un angolo di emarginazione. La mediocrità», conclude De Felice, «è un limite che nega alla nostra Francavilla di evolvere, ed inoltre chi non ha dignità non può avere il rispetto della legalità e della giustizia, tant’è che chi in questi e nei prossimi giorni avrà più rapporti con le procure e la corte dei conti più che con la politica sono tutti candidati dalla parte della pochezza».

25/05/2011 17.32