Turbogas Ortona, i 13 dubbi del Comitato che si oppone

Alessandro Biancardi

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Turbogas Ortona, i 13 dubbi del Comitato che si oppone
ORTONA. Il Comitato “Ortona: Osservatorio Ambiente" ha presentato alcuni quesiti sulla turbogas di Tamarete Energia Srl.

Le domande, 13 in tutto, sono state inviate al Comune di Ortona, all'Asl, alla Regione Abruzzo, al Ministero dell'Ambiente, all'Arta e alla Provincia di Chieti. Secondo il Comitato sono questi i quesiti che dovrebbero essere posti al tecnico e/o istituto nominato dall'amministrazione comunale per un obiettivo parere sanitario sulla turbogas.

«Migliaia di persone hanno sottoscritto la contrarietà a questo insediamento», si legge nella missiva, «dimostrando l'avvento di una nuova coscienza civica slegata dalle bandiere dei partiti e sempre più attenta all'ambiente ed alla salute pubblica, opponendosi fermamente a qualsiasi stravolgimento dell'ambiente in cui si vive».

Di seguito i quesiti posti:

1) La localizzazione della centrale turbogas in questione porterà nocumento alle attività enogastronomiche, all'ambiente circostante ed ai cittadini, sia viciniori che non?

2) Una centrale Turbogas del tutto simile alla nostra è esplosa nel febbraio del 2010 con numerosi morti e feriti (solo perchè situato in una zona desertica!) producendo danni fino a 4 km. A Latina l’assessore all’Ambiente della Regione Lazio Filiberto Zaratti ha bloccato la costruzione della turbogas proprio in considerazione dello scoppio americano.

La Regione Abruzzo invece ha sollecitato di dare “senza indugio” il parere sanitario del Sindaco, onde consentire l'immediata messa in funzione della centrale di Ortona.

Trattandosi di incolumità che ovviamente fa parte della salute, si chiede di verificare per quale motivo ad Ortona non vengono attuate le medesime misure prudenziali.

3) Si chiede se i quantitativi di particolato (principalmente ultrafine da 2,5 in giù) siano salutari o dannosi alla salute pubblica nonché degli animali e delle piante destinate all'alimentazione e non.

 4) Premesso che Ortona è la seconda zona nel chietino per inquinamento (dati Arta 2005) si denota la mancanza di uno Valutazione di Impatto Ambientale Complessivo che tenga conto di tutte le strutture della zona industriale che sono state autorizzate prima di essa, ed una simulazione per quelle autorizzate e non ancora costruite. Esso deve essere redatto un anno prima dell'entrata in funzione della centrale. (Arta su CdS del 25/02/2010)

5) Dalla Relazione Tecnica Descrittiva, le acque di I e II pioggia verranno riversate in alcuni casi nell'adiacente fosso Mingone. Queste acque presumibilmente sono acque “sporcate” dal particolato ricaduto sulla struttura e sul terreno. Ma questo particolato cade anche negli altri edifici e terreni adiacenti e non, fino ad arrivare a chilometri di distanza. Inoltre il suddetto fosso sversa nel fiume Peticcio e di lì al mare. Tale evenienza comporterà qualsivoglia danno?

6) E' stato fatta una zonizzazione acustica per i cittadini del centro?

7) Nel Riassunto Tecnico Descrittivo ver.5 viene affermato che durante le accensioni e gli spegnimenti ripetuti a discrezionalità dell'azienda, ci potranno essere dei picchi di emissioni di tutti i tipi (sonori, fumi, ecc) che vanno oltre i limiti consentiti. Ciò è ammissibile?

8) E' noto che la fase di prima accensione della turbogas in questione (che non si esaurisce in una sola accensione né in pochi minuti, ma si parla di ore e accensioni plurime) provochi l'emissione di notevolissimi quantitativi di nebbie, fumi tossici, particolato di ogni genere, e rumore oltre i limiti consentiti. Trattandosi di zona a media densità di abitativa, si chiede se verranno attuate misure cautelative utili a salvaguardare l'incolumità e la salute di persone già in precarie condizioni di salute, anziani e bambini.

9) Vista la co-presenza di uno stoccaggio e lavorazione di notevoli quantitativi di pet-coke nella stessa zona, si teme che tale materiale possa in futuro essere utilizzato anche per il funzionamento della centrale turbogas. L'autorizzazione concessa per l'alimentazione a gas naturale non deve essere variata in alimentazione totale o parziale a pet coke (olio minerale)?.

10) Si chiede di verificare ed attestare una assicurazione idonea a risarcire eventuali danni causati da incendio, scoppio o emissioni sonore e fumi, nei confronti di cittadini ma anche dei dipendenti dell'azienda.

11) Si chiede di verificare ed attestare l'eventuale esistenza di una fideiussione necessaria al ripristino dei luoghi alla scadenza della concessione.

12)Qualsiasi sia il suddetto parere sanitario che verrà prodotto dallo studio su questo impianto, dovrà essere dato sui parametri fissati dalla concessione, e dovrà prevedere l'immediato decadimento nel caso in cui questi valori dovessero cambiare (emissioni, quantità produttive, potenza, combustibile, ecc)

13) Il VIA è del 2005. avendo validità di 5 anni e non essendoci documentazione a nostra conoscenza di rinnovo, dovrebbe essere scaduto. Nel qual caso ne consegue che dovrà essere ripetuto, ma in base alle nuove regole sanitarie ed ambientali vigenti, anche in considerazione delle mutate variazioni ambientali. Chiediamo infine se sia valido un parere sanitario basato su un VIA inattuale e probabilmente scaduto.

 21/05/2011 10.09