Ato Unico, la riorganizzazione parte da Chieti

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Parte da Chieti la fase di riorganizzazione del Servizio Idrico Integrato così come delineato dalla Legge Regionale nr. 9 del 12 aprile 2011.

Il presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio, nella sua qualità di presidente dell'Unione delle Province Abruzzesi (Upa) ha indetto una riunione alla quale hanno partecipato il commissario unico dell'Ato Abruzzo, ingegner Pierluigi Caputi, i dirigenti regionali del settore, assessori e dirigenti delle quattro Province, presidenti e dirigenti degli Enti gestori del Servizio idrico e rappresentanti dell'Arta.

La legge di riorganizzazione del servizio idrico integrato  prevede, come noto, un Ato unico regionale e la costituzione  del soggetto d’ambito individuato nell’ente pubblico denominato Ente Regionale per il Servizio Idrico Integrato (ERSI), con il coinvolgimento concreto e diretto delle Province, i cui presidenti faranno parte del Consiglio di Amministrazione dell'Ersi.

Ai presidenti delle Province compete  la convocazione dell'Assemblea dei sindaci entro 60 giorni dall'entrata in vigore della Legge.

«Siamo stati tutti d'accordo nel ritenere che in futuro questa riorganizzazione dovrà produrre una gestione più efficiente e rigorosa del sistema idrico integrato – ha detto Di Giuseppantonio. Ciò che è avvenuto negli ultimi anni, quando le società di gestione hanno presentato bilanci non proprio in ordine, non si dovrà ripetere.  Importantissimo sarà il ruolo dei Comuni».

L'assemblea dei sindaci dovrà deliberare il Regolamento recante le norme  per il suo funzionamento e la disciplina del procedimento di espressione dei pareri, pareri obbligatori e vincolanti all'Ersi.

E  dovrà svolgere i compiti di organizzazione del Servizio, di adozione del Piano d’Ambito provinciale, di scelta della forma di gestione, di determinazione e modulazione delle tariffe all'utenza, di affidamento della gestione.

«I Comuni e la Provincia, dunque – sottolinea Di Giuseppantonio – saranno chiamati ad una revisione globale e radicale di un sistema che, mi sia consentita l'espressione, spesso ha fatto acqua e provocato disagi e proteste. Il 12 giugno, data entro la quale bisogna convocare la prima Assemblea dei sindaci, è vicino: il mio auspicio è che la riorganizzazione, pur complessa, parta con il piede giusto e all'insegna di quello spirito di collaborazione e di concretezza che i cittadini ci chiedono soprattutto nel governo di una risorsa strategica come l'acqua. L'aspetto davvero innovativo è che Regione, Province e Comuni insieme possono dare la svolta al Servizio Idrico Integrato».

«Per raggiungere questi risultati – conclude Di Giuseppantonio - dobbiamo vigilare sulle società di gestione, evitando sperperi,  e utilizzare parte della tariffa, le economie di gestione e i  fondi nazionali ed europei per fare investimenti in relazione a fogne, reti e depuratori».

 20/05/2011 7.49