Sevel, assenze per elezioni: arrivano 150 ''supplenti'' da Cassino, Mirafiori e Pomigliano

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. La Fiom Cgil ha denunciato oggi l'aumento di lavoratori in trasferta del Gruppo Fiat alla Sevel di Atessa.

Ieri sera alla Rsu di fabbrica – secondo quanto raccontato questa mattina da Marco Di Rocco, segretario provinciale di Chieti - i dirigenti aziendali hanno annunciato da oggi l'arrivo di 150 lavoratori da Cassino,

Mirafiori e Pomigliano, «per coprire solo 4 giorni, a prezzi raddoppiati, fino a mercoledì prossimo».

«Non comprendiamo tale decisione che, sospettiamo, è legata al'impegno dei lavoratori nei seggi elettorali, ai quali l'assenza verrà scalato come permesso individuale».

Il caso era stato denunciato nei giorni scorsi quando i sindacati avevano raccontato che in vista della tornata elettorale gli operai che si assenteranno per svolgere il loro compito di rappresentanti di lista non verranno pagati dall'azienda  e non avranno diritto a riposi previsti dalla legge.

La Fiom aveva chiesto alla Sevel di fare un passo indietro e attenersi al rispetto delle disposizioni normative.

Ma oggi, con l'arrivo dei ''supplenti'' è chiaro che l'azienda non ha alcuna intenzione di indietraggiare né di rinunciare a forza lavoro.

Il segretario regionale Nicola Di Matteo, giudica l'ulteriore arrivo dei trasferisti un atteggiamento «speculativo, strumentale, politico e schizofrenico».

«In Sevel sono finora giunti 500 lavoratori da altri stabilimenti, mentre sono solo 150 quelli locali interinali ripresi dopo il licenziamento di mille operai due anni fa. La Fiat aveva promesso l'assunzione di altri 120 lavoratori locali. Rispettiamo - aggiunge Di Matteo - i problemi degli operai trasfertisti, ma avevamo chiesto un equilibrio nelle assunzioni. Per questo chiederemo un incontro al Governatore Gianni Chiodi di intervenire, e faremo appello ai sindaci del territorio e le istituzioni. Stiamo inoltre organizzando una lotta per chiamare a raccolta i fuoriusciti di due anni fa per una forte protesta dinanzi ai cancelli della Sevel. Bisogna tutelare anche l'occupazione locale».

Sul tema occupazionale locale la Fiom chiede a Uilm e Fim di lavorare unitariamente. Quanto alla proroga fino al 2019 della joint venture Fiat-Psa, la Fiom dice che non ci sono certezze e che tutto è fumoso; «di sicuro - chiude Di Matteo – la strategia industriale fra i due gruppi è finita».

13/05/2011 16.00