Canone depurazione non dovuto: Gessopalena vittoriosa, Casalincontrada aspetta

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2891

GESSOPALENA. Sembra che sia arrivata quasi alla fine la questione della quota di depurazione che gli utenti pagavano alla Sasi.

 In questi giorni la società di Lanciano che gestisce il servizio idrico integrato per i Comuni dell’Ato 6 Chietino, sta recapitando agli utenti dei 91 comuni associati le bollette per il servizio prestato. Con sorpresa gli utenti dei paesi non forniti del servizio di depurazione hanno notato che sulla distinta che accompagna la cedola di pagamento, non è più presente la voce depurazione.

Molto soddisfatti sono i consiglieri di opposizione al comune di Gessopalena, Tullio Bozzi, Carmine Caniglia, Lucio D'Orazio e Domenico Larcinese, che per due anni hanno condotto una dura battaglia con la società di gestione del servizio idrico integrato, per veder riconosciuta ed applicata la sentenza della Corte Costituzionale n° 335 del 2008.

L'iniziativa dei consiglieri di Gessopalena è stata risolutiva per tutti i paesi dell'Ato 6 carenti di depuratore, come Gessopalena, Lama dei Peligni, Fresagrandinaria, Furci, Celenza sul Trigno ed altri.

«Per ironia della sorte», riconoscono oggi i consiglieri, «il vantaggio ottenuto, il risparmio del 33%, sarà goduto anche da quanti dichiaravano che non era possibile questo riconoscimento, come tanti sindaci ed in particolare quello di Gessopalena, Antonio Innaurato, anzi quest'ultimo asserì pubblicamente che ci sarebbero stati risvolti penali per quanti si fossero permessi di chiedere la sospensione di tale tributo ed il rimborso di quanto pagato fino al 2008».

A proposito dei rimborsi, la Sasi poteva comunicare in bolletta quanto e come gli utenti, che ne hanno fatto richiesta e ne hanno diritto, debbano ricevere per il quinquennio 2004 – 2008 compresi gli interessi.

Il Decreto del Ministro dell'Ambiente del 30 settembre 2009, recita “Individuazione dei criteri e dei parametri per la restituzione agli utenti della quota non dovuta riferita al servizio di depurazione”. Tale decreto definisce le modalità di restituzione della tariffa di depurazione per le utenze allacciate alla fognatura e non servite da depurazione in attuazione dell’art. 8 sexies comma 4 della L. n. 13 del 27 febbraio 2009.

Il Decreto citato però non descrive le modalità delle restituzioni per le annualità 2009 e 2010: «deve essere immediata ed in contanti», dicono i consiglieri, «tra l'altro ci aspettiamo che questa avvenga con la prossima fatturazione, chiaramente con il calcolo degli interessi».

Intanto a Casalincontrada la strada sembra ancora tutta in salita. Nei giorni scorsi si è tenuta l'assemblea pubblica, proprio per la vertenza contro il canone di depurazione non dovuto, da parte del gruppo di minoranza “Casale futuro”.

Ha partecipato alla riunione anche il movimento consumatori Acai di Lorenzo Cesarone. Nei prossimi giorni verrà messo disposizione della cittadinanza il modello per richiedere l'eventuale rimborso redatto dalla associazione che ha dato la propria disponibilità a seguire la vicenda. «Dopo la presentazione della domanda sarà l'Aca che dovrà attivarsi per fornire chiarimenti ed eventualmente dare corso ai rimborsi stessi per gli aventi diritto», ha spiegato Cesarone.

13/05/2011 9.20