Centrale Treglio, Idv: «la Provincia intervenga sui conflitti di interesse»

Alessandro Biancardi

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TREGLIO. Nei giorni scorsi il sindaco Roberto Doris ha ritirato la delega al vicesindaco Antonio Di Nunzio.

Per Palmerino Fagnilli, consigliere provinciale Italia dei Valori, il caso deve far riflettere e anche la Provincia di Chieti, si dovrebbe «porre le stesse domande del primo cittadino e trarre le dovute conseguenze».

Antonio di Nunzio, infatti, oltre che responsabile del progetto, proprietario dell’impianto (con alcune quote nella Società Calore Treglio srl) e vicesindaco di Treglio, è anche direttore generale dell’Alesa, Agenzia locale della Provincia per l’energia ambientale.

«Un ruolo non da poco», sottolinea Fagnilli. Infatti, per la centrale a biomasse di contrada Paglieroni è  stato sottoscritto anche un accordo quadro con  la Provincia con cui “si è inaugurata la prima filiera agroenergetica d’Abruzzo”.

La Provincia di Chieti il 29 settembre 2009, nel corso della Conferenza sul cambiamento climatico a Huelva in Spagna, ha  firmato la “Convenant of Mayor”- Patto dei Sindaci. Con tale accordo l'amministrazione provinciale ha assunto formalmente il ruolo di struttura di supporto della Commissione Europea per il territorio dell’Ente.

Sottoscritta dall’Assessore all’Ambiente della Provincia, dal Dirigente del Settore della Provincia, dal Direttore generale della Commissione Europea e,  per conto dell’Alesa, proprio dall’ingegnere Antonio Di Nunzio.

Il Patto prevede tra le altre cose la riduzione delle emissioni di anidride carbonica del 20 per cento, ed esso si attuerà attraverso i Piani Energetici Comunali.

«Per il direttore Di Nunzio, quindi, se conflitto di interesse c’è», continua Fagnilli, «per via del doppio ruolo, questo è da intendersi  al quadrato, poiché da una parte quello privato: progettista e proprietario, dall’altra quello pubblico: vicesindaco e Direttore Generale dell’Alesa».

Per l'esponente dell'Idv la Provincia di Chieti deve fare «immediata chiarezza sulla compatibilità tra le plurimi ruoli  ricoperti di Di Nunzio, e sicuramente sarebbe opportuno, se non doveroso, rimuovere gravi situazioni di incompatibilità, riconosciute anche dall’Amministrazione comunale di Treglio, che, per quanto di propria competenza, è intervenuta».

12/05/2011 11.40