Comune di Chieti: il Centrodestra si scioglie nell’acqua

Alessandro Biancardi

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   Comune di Chieti: il Centrodestra si scioglie nell’acqua
CHIETI. L’acqua deve restare pubblica e su questo argomento il sindaco di Chieti Umberto Di Primio non ha la maggioranza.* L'ORDINE DEL GIORNO APPROVATO

Infatti l’odg “Si scrive acqua si legge democrazia”, presentato a firma del consigliere Riccardo Di Gregorio della lista “Federazione della sinistra”, ha ottenuto 13 voti a favore, contrari 11, gli astenuti sono stati 7 e gli assenti 9. A votare “sì” le opposizioni, Di Labio del Popolo di Chieti e l’Udc, astenuti la Lista Di Paolo e Futuro e libertà, che hanno battuto ancora una volta l’amministrazione di centrodestra. Molte sono state le assenze nella maggioranza Pdl, non si sa se per alcuni mal di pancia che attraversano il centrodestra teatino o per le incertezze sul problema dell’acqua. L’odg impegna il Comune a diffondere la comunicazione che l’acqua è un bene dell’umanità e ad aderire alla campagna referendaria prossima. Una posizione contraddittoria quella della maggioranza di centrodestra che oggi ha votato no, perché il 10 febbraio dello scorso anno votò a favore di una mozione che includeva il servizio idrico nello Statuto comunale «come servizio pubblico locale privo di rilevanza economica».

 Le indicazioni a votare no arrivate dall’alto hanno disorientato probabilmente i consiglieri del Pdl e di fatto è scattata la crisi politica della maggioranza di centrodestra. Se la Federazione di sinistra e Di Gregorio ridono per il successo, Alessandro Marzoli, Pd, rimarca che ancora una volta il Pdl ed i suoi alleati si sono liquefatti di fronte ad un problema importante. Insomma la maggioranza «è sull’orlo di una crisi di nervi, tanto che ha ritirato una mozione sul nucleare che l’avrebbe portata ad un’altra sconfitta».

 Giampiero Riccardo, coordinatore regionale giovani Idv, rivendica il ruolo del suo partito nell’organizzazione del referendum sull’acqua e sottolinea che «ancora una volta (come per il Nucleare) il centro-destra di Di Primio ha perso una preziosa occasione per contribuire alla tutela del nostro territorio da speculatori economici e interessi della cattiva politica.  La difesa del bene comune evidentemente non appartiene a quello che ormai conferma essere più un carrozzone elettorale che una maggioranza responsabile».

 Scricchiolii e mugugni arrivano infatti anche dall’interno della maggioranza, dove sembra in crisi l’alleanza Pdl-Lista Di Paolo anche per recenti attriti sulla gestione del personale comunale, di competenza del vice sindaco Bruno Di Paolo, ma con qualche incursione del sindaco Di Primio. Una crisi latente di rapporto fiduciario che esploderà dopo le prossime elezioni di domenica, nelle quali Di Paolo appoggia una parte di centrodestra a Francavilla ed il centrosinistra a Vasto, dove rischia di essere determinante per la sconfitta del centrodestra. Insomma una presa di distanza dall’obbedienza “cieca pronta ed assoluta” richiesta alla maggioranza, ed un disagio che sembra comune anche al consigliere Enrico Bucci, che si è astenuto sull’acqua e sul successivo punto all’odg e cioè i debiti fuori bilancio: «Sì, c’è una crisi strisciante – conferma Bucci – con una nostra vittoria elettorale schiacciante mi aspetterei maggiore senso di responsabilità in Consiglio comunale: chi entra, chi esce, i documenti che non arrivano… peccato».  

 Sebastiano Calella  10/05/2011 16.44

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 L'ORDINE DEL GIORNO APPROVATO

 Oggetto: Si scrive acqua si legge democrazia - Adesione alla campagna referendaria “L’ACQUA NON SI VENDE”, contro la privatizzazione dell’acqua.

 Premesso che

 l’acqua è un bene comune, un diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato;

la disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile sono garantiti in quanto diritti inalienabili e inviolabili della persona umana e si estrinsecano nell’impegno a garantire ai cittadini un minimo vitale giornaliero;

 la proprietà e la gestione del servizio idrico devono essere pubbliche e improntante a criteri di equità, solidarietà (anche in rapporto alle generazioni future), qualità della risorsa e rispetto degli equilibri ecologici;

 il consumo umano delle risorse idriche deve avere la priorità rispetto ad altri usi;

 la gestione del servizio idrico integrato è un servizio pubblico essenziale di interesse generale e di rilevanza locale pertanto non soggetto alla disciplina della concorrenza, e quindi la cui gestione va attuata attraverso gli Artt. 31 e 114 del D.Lgs n. 267/2000 con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale.

 Considerato invece che

 Il processo di privatizzazione dell'acqua trova concreta attuazione con:

 L’art. 23 bis della Legge n. 133/2008, come modificato dal Decreto Legge 25 settembre 2009 n.135, relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.

L’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi stabilisce infatti, come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico, l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.

Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%.

 L’art. 150 del D. Lgs. n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), relativo alla scelta della forma di gestione e procedure di affidamento, segnatamente al servizio idrico integrato. L’articolo definisce come uniche modalità di affidamento del servizio idrico la gara o la gestione attraverso Società per Azioni a capitale misto pubblico privato o a capitale interamente pubblico.

 L’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), comma 1, dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.

Tale norma consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.

 Considerato infine che

 per impedire il processo di privatizzazione e mantenere concretamente vivi i principi di universalità e pubblicità dell'acqua, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, ha promosso tre quesiti referendari;

la Corte Costituzionale, in data 12 gennaio 2011, ha ammesso due dei tre quesiti referendari e che i prossimi 12 e 13 giugno tutti gli italiani saranno chiamati ad esprimersi sul futuro dell'acqua.

 

Tutto ciò premesso e considerato,

 IL CONSIGLIO COMUNALE DI CHIETI

 Aderisce alla campagna referendaria per la ripubblicizzazione dell'acqua, promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, e si impegna a sostenerla attivamente.

 In conseguenza dell'adesione alla campagna referendaria, dichiara il proprio Comune “COMUNE PER IL SI' ALL'ACQUA PUBBLICA e tale dichiarazione sarà affissa su appositi cartelli vicino alla targa del Comune.

Impegna il Sindaco e l'Assessore all'Ambiente, di concerto con gli uffici competenti, a individuare le modalità di comunicazione pubblica allo scopo di permettere al Comitato referendario locale per la ripubblicizzazione dell'acqua di diffondere capillarmente la conoscenza del principio dell'acqua quale “bene comune dell'umanità”, delle motivazioni che presiedono all'adesione del Comune di Chieti alla Campagna referendaria, dei quesiti referendari.

Impegna il Sindaco a trasmettere la delibera di adesione del Comune alla Segreteria della Campagna Referendaria Acqua Pubblica – Comitato Nazionale

 10/05/2011 16.46