Parcheggio contestato, il comandante dei vigili urbani di Chieti indagato

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Il comandante della Polizia Municipale, Donatella Di Giovanni, è indagata per abuso d’ufficio.

CHIETI. Il comandante della Polizia Municipale, Donatella Di Giovanni, è indagata per abuso d’ufficio.

Aveva denunciato un poliziotto per minaccia ma la tesi non ha convinto il pm che vuole vederci chiaro ed ha aperto un nuovo filone di indagine. Il tutto è partito da un semplice parcheggio. Niente di più. Una piccola storia che è cresciuta fino ad impegnare la procura di Chieti. Su quel parcheggio nasce una lite. E’ un parcheggio riservato “agli autorizzati”, ma non al personaggio che lavora con l’amministrazione comunale di Chieti che lo occupa «solitamente» e nemmeno al poliziotto che pure una mattina vi posteggia l’auto. La storia si aggroviglia fino a sfociare in una denuncia che colpisce il poliziotto, Attilio Cechini, che viene indagato ed ora coinvolge invece il comandante del Polizia Municipale, Donatella Di Giovanni, che aveva denunciato l’agente.

Pochi giorni fa però il pm Andrea Dell’Orso ha chiesto al gip di archiviare la posizione dell’agente e di stralciare gli atti per aprire un fascicolo a carico del comandante per abuso d’ufficio.Sulla richiesta del pm dovrà ora pronunciarsi il gip.

La vicenda è semplice. E la scrive il pm Dell’Orso nella richiesta di archiviazione «per infondatezza della notizia di reato» relativamente all’accusa a carico del poliziotto.

 

PARCHEGGIO RISERVATO MA CONTESO

La mattina del 7 ottobre 2010, il poliziotto ha parcheggiato la propria auto in piazza Umberto I, nel centro di Chieti, in un posto espressamente “riservato agli autorizzati”. Un passo carrabile, situato dietro il palazzo dell’ex Banca d’Italia, che serviva all’accesso al caveau del vecchio istituto di credito. Ora però l’edificio è la sede del Comune di Chieti ma quel passo carrabile risulta delimitato ancora da catenella e paletti.

Quel posto, però, è «solitamente», scrive il pm, occupato dal capo del gabinetto della segreteria del sindaco, Ernani Finamore. Quella mattina Finamore, che non è indagato in questa vicenda, non ha trovato il “suo” solito posteggio libero ed è andato su tutte le furie. Dalle indagini del pm, risulta che avrebbe chiamato prima un funzionario della Prefettura per comunicare che avrebbe parcheggiato in un posteggio riservato alla Protezione Civile situato nella stessa piazza.

In quel momento, però, Cecchini esce dal suo ufficio e i due hanno un alterco, ma Cecchini non ne vuole sapere di spostare l’auto e subito torna a lavoro.

Finamore non si arrende, anzi rilancia. Per rimuovere un’auto o per elevare una multa, arriva a coinvolgere direttamente il comandante della Polizia Municipale, Donatella Di Giovanni, che non esita a recarsi sul posto. Ne nasce subito «un vivace scambio di battute» (lo chiama il pm) che vede protagonisti Cecchini e il comandante, sotto gli occhi di diversi poliziotti e di un funzionario della Questura. Secondo il comandante, l’agente avrebbe parcheggiato in un’area riservata al personale del Comune di Chieti, trasferitosi nella vecchia sede della Banca d’Italia dopo il sisma del 2009. Il comandante Di Giovanni ha subito chiesto l’intervento di una pattuglia che ha contestato al poliziotto la violazione dell’art 157 comma 8 del codice della strada, ovvero il parcheggio del veicolo in modo diverso da quello prescritto dalla segnaletica.

Ma secondo il poliziotto eventualmente si sarebbe dovuto applicare un altro articolo del codice della strada (art.158) che avrebbe consentito la rimozione dell’auto, non prevista dell’articolo 157. Il pm, nelle indagini, rileverà (a riscontro di quanto sostenuto dalla difesa di Cecchini) che il numero dell’autorizzazione del passo carrabile si era cancellato e quindi non era visibile. Verrà poi ripristinato con un pennarello da un vigile.

LA MINACCIA? «E’ PER UN DIRITTO»

Nemmeno a dirlo, ne scaturisce un’altra discussione nella quale è stata pronunciata la minaccia da parte del poliziotto rivolta al comandante. «Lei non può farmi niente», ha detto il poliziotto, «non può sanzionarmi, anzi lo faccia perché così io vado alla procura e vi faccio passare i guai».

Per questa frase, il comandante ha denunciato il poliziotto. Il pm, dopo gli interrogatori e le indagini durate circa un anno, ha chiesto l’archiviazione per questa accusa in quanto il poliziotto si sarebbe espresso in questa maniera per far valere un proprio diritto, ovvero quello di rappresentare nelle sedi competenti comportamenti contro legge e non per «coartare la volontà del pubblico ufficiale al fine di fargli compiere un atto contrario al proprio dovere». Insieme alla richiesta di archiviazione, il pm Dell’Orso ha disposto l’apertura di un fascicolo a carico del comandante indagata per abuso d’ufficio.

Nel frattempo, Cecchini starebbe valutando con il proprio legale altre azioni legali da intraprendere.

Cecchini, il poliziotto, ha subìto nel frattempo un procedimento disciplinare attivato dai propri superiori che rimarrà indelebile nel proprio curriculum.

Manuela Rosa 07/05/2011 11.18