Rissa a Vasto, arrestata nuovamente giovane marocchina

Alessandro Biancardi

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VASTO. Torna ai domiciliari la donna marocchina prima arrestata per rissa e lesioni personali aggravate e poi scarcerata per un vizio di forma.

Oggi il personale del Commissariato di Vasto ha eseguito una nuova ordinanza di applicazione di misura cautelare in regime degli arresti domiciliari, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vasto su richiesta del Pubblico Ministero, nei confronti di Ouassila Hoummis, la donna marocchina che lo scorso 6 febbraio si era resa responsabile del reato di rissa in concorso e lesioni personali aggravate.

I fatti si erano verificati alle 5 del mattino in un bar del centro di Vasto, dove era stata segnalata un’aggressione ad una coppia di giovani.

Nella vicenda sono rimasti coinvolti due fratelli, pregiudicati, che avevano fatto apprezzamenti pesanti sulla donna marocchina che in quel momento era in compagnia del suo ragazzo. Quest’ultimo per difenderla era stato a sua volta aggredito.

La Polizia aveva effettuato un’accurata indagine sull’intera vicenda.

Grazie all’estrapolazione delle immagini dal sistema di video - sorveglianza in dotazione al locale, dopo un delicato lavoro di ricostruzione, gli operatori avevano rilevato che la donna marocchina e il suo ragazzo non erano solo persone offese, ma avevano preso parte attiva alle colluttazioni.

Ciò che sembrava aggressione si era trasformato in rissa.

In seguito a questi eventi, il Giudice del Tribunale di Vasto ha ritenuto necessaria l’applicazione della misura cautelare in regime degli arresti domiciliari per tutti e quattro gli autori: Orazio Trovato 34 anni, Michele Trovato di 28, Luca Antenucci di 32 anni e la marocchina arrestata oggi.

Il 14 marzo scorso, in seguito alla richiesta del riesame, proposta dal difensore di fiducia della donna, la giovane è stata rimessa in libertà in esecuzione dell’ordinanza emessa dal Tribunale dell’Aquila, a causa di un cosiddetto “vizio di forma”. Nel caso specifico il “vizio di forma” era dovuto al ritardo nella trasmissione degli atti da parte del Tribunale al Tribunale del Riesame per motivi tecnici. Riottenuta la libertà la ragazza si era resa irreperibile.

Il personale della Polizia Anticrimine del Commissariato ha effettuato una serie di servizi di appostamento presso l’appartamento di Corso Mazzini in cui la donna viveva e in alcuni nigth club dove aveva lavorato.

Nella serata di ieri, gli operatori l’hanno sorpresa mentre usciva dalla sua abitazione con alcuni effetti personali, forse per sparire definitivamente o per tornare nel paese di origine. La giovane dovrà scontare il periodo di detenzione presso la propria abitazione di Corso Mazzini, che costituirà la sua cella per tutta la durata della pena. Dovrà rimanere a disposizione dell’A.G. con divieto di comunicare, anche mediante telefono, con persone diverse da quelle che con la stessa coabitano o che l’assistono.

05/05/2011 11.50