Sanità. Il caso dell’Azienda Agricola, Ruffini:«indaghi la commissione parlamentare»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Non si sblocca l’incredibile situazione che ha come vittime le persone ricoverate nella “Azienda Agricola” una delle cliniche del gruppo Villa Pini.

Pare che nessuno vuole prendersi cura dei pazienti della struttura psicoriabilitativa  che ospita 35 pazienti psichiatrici. Nel contratto di affitto di Villa Pini, volturato al nuovo titolare “Casa di Cura Abano Terme polispecialistica e termale spa”, manca infatti  la struttura denominata “Azienda Agricola”, in territorio di Ripa Teatina. Dopo la revoca dell'accreditamento ad Azienda Agricola disposta dal Commissario ad acta Chiodi il destino per queste persone è sempre più grigio e pieno di incertezze.

La Regione revoca l’accreditamento ma nello stesso tempo la società che si è aggiudicata l’affitto e la gestione della struttura è obbligata a prendersi cura dei malati.

«Ho presentato un'interrogazione al question time», spiega Ruffini, «per chiedere al Presidente della Giunta regionale e Commisario alla Sanità come intende la Regione Abruzzo ricondurre la cura e la tutela di questi malati psichiatrici nell’ambito della regolare tutela e gestione del Servizio Sanitario regionale. La risposta del vice-Presidente Castiglione è stata insoddisfacente», aggiunge Ruffini, «in pratica dopo 45 giorni dal Decreto del Commissario ad acta la Asl di Lanciano-Vasto-Chieti sta formulando proposte operative per il ricollocamento dei suddetti pazienti e che il Direttore generale è in attesa del nulla osta da parte degli Organi competenti. In pratica i malati resteranno parcheggiati nella clinica senza sapere se vengono loro assicurate le necessarie cure mediche. Ringraziamo la Casa di cura di Abano Terme che con molta umanità continua ad ospitare i malati psichici».

Tutto questo avviene nel silenzio di Chiodi e della Baraldi dopo settimane che PrimaDaNoi.it ha sollevato il caso.

«Dopo la risposta ottenuta», ha aggiunto il consigliere del Pd, «ho scritto una lettera al Direttore generale della Asl, al Presidente Chiodi e al Senatore Ignazio Marino, perché ritengo che vi sia un’interruzione di pubblico servizio nei confronti di soggetti affetti da gravi patologia psichiatriche a cui il Servizio Sanitario pubblico è obbligato a fornire prestazioni, rientrando questi servizi nei famosi LEA. Se questo problema non verrà affrontato in breve tempo chiederò l'intervento della Commissione  parlamentare d'inchiesta presieduta dal senatore Marino per accertare se vi sono gravi violazioni in materia di assistenza sanitaria. Non è possibile svendere il diritto alla salute per essere solo dei bravi amministratori in matematica che fanno quadrare i conti».

04/05/2011 10.13