Rapine a caselli A14. Arresti con sparatoria

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Erano specializzati in rapine alle casse continue dei caselli autostradali e tenevano sotto controllo gli stessi agenti della polstrada per evitare di essere beccati in flagranza.

Ma qualcosa, la notte scorsa, non è andata come speravano perchè i tre sono finiti in manette.

Matteo Dimichino, 45 anni, Matteo Avello di 41 e Nicola Testino sono stati arrestati proprio mentre cercavano di mettere a segno l'ultimo colpo della serie al casello autostradale della Val di Sangro. Non propriamente degli sprovveduti, hanno detto gli investigatori, ma una banda ben organizzata che prima di entrare in azione non lasciava nulla al caso.

Gli ultimi colpi li avevano messi a segno solo qualche settimana fa ad Ortona e Pescara. Il modus operandi era sempre lo stesso e da qui la convinzione degli inquirenti di trovarsi davanti ad una banda di professionisti.

La notte scorsa i tre sono arrivati sul posto a piedi, probabilmente da una strada esterna e anche il giorno del colpo non sarebbe stato scelto a caso ma avrebbero ''puntato'' sugli incassi, solitamente più elevati, a cavallo del fine settimana.

Poco dopo l'1, è scattato il blitz: gli agenti erano appostati in un gabiotto del casellante e all'arrivo del gruppo è partita l'operazione.

Per i tre una grande sorpresa: se infatti pensavano di essere da soli sul posto si sono improvvisamente trovati addosso gli agenti.

La pattuglia è intervenuta non appena ha sentito l'effrazione della cassa continua del casello. Un'altra pattuglia ha presidiato il casello di Vasto Sud.

Uno dei tre arrestati, Testino, è stato ferito ad un piede a seguito dell'esplosione di cinque colpi di pistola da parte di un agente il quale per legittima difesa ha cercato di bloccarlo mentre veniva colpito con un piccone.

L'uomo è stato poi trasportato con il 118 nell'ospedale di Lanciano dove e' stato medicato per una frattura del metatarso.

I dirigenti Fabio Santone, comandante provinciale della Polstrada di Chieti e Laura Pratesi, vice questore aggiunto e dirigente del Coa di Pescara, hanno rimarcato che gli arrestati facevano parte di una organizzazione di veri professionisti che conoscevano perfino i movimenti della polizia attraverso degli scanner sintonizzati sulle radio.

Gli inquirenti sospettano che possa esserci un quarto complice che aspettava i tre in macchina per portarli al sicuro dopo il colpo.

02/05/2011 14.48