Comune di Chieti: il senatore Di Stefano sfiduciato, maggioranza Pdl in pezzi

Alessandro Biancardi

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Comune di Chieti: il senatore Di Stefano sfiduciato, maggioranza Pdl in pezzi
CHIETI. Il senatore Fabrizio Di Stefano viene sfiduciato come consigliere comunale di Chieti per la sua firma al progetto di legge sulla ricostituzione del Partito fascista. Sindaco Di Primio senza maggioranza.

L’ordine del giorno che ha messo in minoranza il Pdl era stato presentato da Luigi Febo, lista civica di centrosinistra, e chiedeva al senatore di ritirare la sua firma al disegno di legge sull’abolizione della norma transitoria della Costituzione che impedisce la ricostituzione del Partito fascista . A favore dell’odg hanno votato, oltre la lista di Febo, anche il Pd, Rc – cioè l’opposizione - e l’Udc, mentre dei due di Fli uno si è astenuto, l’altro è uscito al momento del voto.

Risultato, anche per le assenze nel Pdl, 15 a 14 a favore della richiesta di ritirare la firma, 1 astenuto e 11 assenti. In pezzi dunque la maggioranza Pdl. Infatti è poi saltato addirittura il consiglio comunale per mancanza di numero legale, su richiesta di Gianni Di Labio, lista civica “Popolo di Chieti”, alleata al Pdl e quindi in maggioranza: «io sono venuto in aula a votare a favore del senatore Di Stefano, ma mi rendo conto che ci sono assenze nella maggioranza e che non c’è più un numero sufficiente per andare avanti con tranquillità».

Su tutte le furie il sindaco Di Primio che ha convocato subito l’assessore Antonio Viola, Udc: voci di corridoio, ancora non confermate, rilanciano che il sindaco avrebbe minacciato la cacciata dell’Udc dalla Giunta, visto che spesso non si allinea con la maggioranza. Ma è stata sicuramente una reazione a caldo, sulla quale a mente fredda Di Primio rifletterà meglio, anche per non creare un caso nazionale di consiglieri cacciati dalla maggioranza perché antifascisti e questo a pochi giorni dalla celebrazione del 25 aprile, festa dell’antifascismo, e dopo «una votazione che ha sancito che il Consiglio comunale di Chieti – come sottolinea Riccardo Di Gregorio, capogruppo della Federazione della sinistra – è dichiaratamente antifascista».

«Non è stato uno spettacolo edificante per la maggioranza – ha dichiarato Gabriele Salvatore, Pd – il Pdl ha i numeri, ma non l’unità interna per governare Chieti».

«L’Udc non poteva sottrarsi dal coro di proteste che la firma del senatore, del tutto improvvida ed antistorica, ha suscitato anche a livello nazionale – spiega Alessandro Giardinelli, capogruppo Udc – e poi è ben noto, e non da oggi per questo episodio, che il mio partito non è la ruota di scorta del sindaco Di Primio. C’erano stati già altri campanelli di allarme per la tenuta della maggioranza, di cui non si è tenuto conto, ma stavolta è andato in crisi il gruppo del Pdl. E’ inutile dare la colpa a noi che abbiamo chiesto da tempo di affrontare i problemi concreti di Chieti, dal lavoro all’economia in crisi, e non solo questioni astratte».

Sebastiano Calella 28/04/2011 20.02