Sabato 01 Agosto 2015

visite:

191.577.491

Denunciò estorsione...finisce nei guai con l'accusa di calunnia

FRANCAVILLA AL MARE. Il 16 gennaio 2010 Sergio Pignatiello, incensurato, libero professionista e figlio di due insegnati era stato arrestato dai carabinieri di Francavilla.

Per lui una accusa infamante: presunta estorsione ai danni di Giustino Bruno, custode presso la Camera di Commercio e oggi candidato alle comunali di Francavilla al Mare con la Lega Nord. Quest'ultimo aveva presentato diverse querele in cui sosteneva che Pignatiello gli chiedeva una sorta di pizzo mensile.

Ad oltre un anno dai fatti, però, la storia si è completamente ribaltata e oggi sul banco degli imputati è finito la sedicente vittima e il pm ha già avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per calunnia. L’arresto di Pignatiello era avvenuto in flagranza davanti al bar Montecarlo di Francavilla (di proprietà della ragazza dell'arrestato): dopo un appostamento di circa quattro o cinque Carabinieri, Bruno ha consegnato a Pignatiello 200 euro.

Quella che doveva essere la prova lampante dell’estorsione era in realtà una somma, unica, che Bruno doveva restituire al Pignatiello per dei debiti che aveva contratto in precedenza presso il Bar Kiwi, di proprietà dell'uomo. I carabinieri di Francavilla ed il capitano Manzo hanno effettuato una conferenza stampa il giorno dell'arresto: la collettività di Francavilla era stata invitata a denunciare altri episodi di estorsione da parte di Pignatiello.

La storia fa il giro della stampa locale, la foto dell'arrestato finisce in prima pagina sui giornali e per la vittima, finita in una storia che ha definito «assurda», è l'inizio di un incubo. Un incubo però che ben presto farà emergere novità importanti. Il 19 gennaio 2010, dopo tre giorni di carcere, il Gip convalida l’arresto e concede a Pignatiello gli arresti domiciliari, dopo che lui aveva ampiamente spiegato la situazione fornendo anche riscontri documentali.

Dopo le prime indagini compiute dai carabinieri su delega del pm Campo la stessa accusa ha chiesto la revoca della misura cautelare. Di fatto, il Pignatiello è tornato libero il 15 febbraio 2010. Nel corso delle complesse indagini espletate (ci sono intercettazioni, esame di numerosi sommari informatori, per oltre 1.000 pagine) è emerso con chiarezza che Bruno, la moglie e altre persone a loro vicine avrebbero provveduto «scientificamente» a denunciare persone per ottenere dei benefici economici, scrive il pm.

Il fascicolo a carico di Pignatiello è stato archiviato, mentre per Bruno ed altri è scattata la denuncia per calunnia. Dopo le indagini gli inquirenti dicono chiaramente che Bruno «ha inventato di sana pianta la estorsione per ripicca», scrive il pm Lucia Anna Campo, e l'uomo «con il chiaro consenso della moglie è riuscito a trasformare una richiesta legittima di adempimento di un debito in una vera e propria richiesta estorsiva, arrivando ad organizzare persino l'arresto di Pignatiello».

Il pm aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per Bruno ed altri, ma il Gip non ha ritenuto di concederla. A marzo è stata, però, avanzata la richiesta di rinvio a giudizio per gli stessi e a novembre si terrà l'udienza preliminare. Prima, però, per l'uomo, ci sarà la campagna elettorale. 

27/04/2011 9.20

Letture

528963

Contatta la Redazione

Tel: 328 329 0550

Fax: 06 233 125 63

Skype: Donlisander