Niente arresti per i due Berghella. Il gip non convalida

Alessandro Biancardi

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LANCIANO. Il fermo dell'imprenditore edile Gaetano Berghella e della sua collaboratrice, la sorella Stefania, non è stato convalidato dal gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa.

 

I fratelli Berghella erano stati fermati dai carabinieri di Lanciano l'11 marzo scorso nella sede operativa di Edilcentro per una presunta estorsione in concorso ai danni di una donna di Frisa, L.T. le sue iniziali. 

Il fermo era stato disposto dai carabinieri ma il giorno successivo il pubblico ministero titolare del fascicolo, Ruggiero Dicuonzo, aveva disposto con decreto l'immediata liberazione rinviando al gip la convalida o meno del fermo. Ieri mattina si è svolta l’udienza di convalida e il giudice si era riservato la decisione.

Pochi minuti fa è arrivata la notizia della non convalida. Il giudice ha motivato il rigetto della convalida di fermo perché non ci sarebbe stata prova del reato, né tantomeno della flagranza.

I carabinieri avevano fermato i fratelli Berghella con l’accusa di estorsione relativa alla consegne di soldi contanti per tremila euro che, secondo la donna che ha sporto denuncia, le erano stati estorti dal costruttore e da sua sorella. Gli avvocati difensori dei Berghella, Marco Di Domenico del foro di Lanciano e Gianfranco Milia del foro di Pescara, hanno invece spiegato che la consegne dei soldi era un regolare pagamento per dei lavori di miglioria fatti in due appartamenti acquistati dalla donna.

Il gip ha dunque concordato sul fatto che non vi fosse sussistenza del reato e non ha quindi convalidato il fermo.

Ora sarà la Procura a decidere se disporre l’archiviazione o proseguire le indagini, anche se sembra che l’inchiesta stia proseguendo e si stia anche espandendo al campo tributario.

Nel frattempo sono stati dissequestrati anche i locali della Edilcentro in via Ignazio Silone 15 a Lanciano, dove sarebbe avvenuta la consegna da parte della donna dei tremila euro in contanti a Stefania Berghella per il saldo di alcuni lavori effettuati in due appartamenti di via Zoccolanti a Lanciano.

Grande soddisfazione da parte degli avvocati difensori dei Berghella, che hanno sottolineato «il totale accoglimento della loro tesi della insussistenza del reato di estorsione» che si starebbe trasformando in mera evasione fiscale, tra l’altro allo stato attuale priva di rilevanza penale.

«L’arresto non andava effettuato per mancanza di reato – ha commentato secco l’avvocato Di Domenico - L’accusa di estorsione era tanto grave quando infondata».

d.d.c. 19/04/2011 14.13