Consiglio comunale ‘urgente e improrogabile’? Difensore civico accoglie richiesta dell’opposizione

Alessandro Biancardi

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VASTO. Prima vittoria dell’opposizione al Comune di Vasto che aveva invocato l’intervento del Difensore civico per decidere sulla legittimità di alcuni provvedimenti del Consiglio comunale.

Secondo i gruppi consiliari di Pdl e Udc, infatti, alcune delibere del Consiglio comunale – tra cui quella relativa al Piano di recupero del centro storico – non avrebbero la connotazione di ‘atti urgenti ed improrogabili’ che, secondo l’articolo 38, quinto comma, del Testo unico degli Enti locali, sono gli unici che possono essere adottati dopo la pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali.

Il Difensore civico, avvocato Giuliano Grossi, ha accolto la richiesta dell’opposizione e ha invitato il sindaco ed il presidente dell’Assise civica «a farmi conoscere, entro e non oltre 48 ore dalla ricezione della presente comunicazione, per ciascuno degli argomenti trattati nella seduta del 4-5 aprile e per quella prevista nella nota di convocazione per il giorno 12 c.m. (dove peraltro non risulta nemmeno la dicitura “urgente”) come si concilia l’atteggiamento assunto da codesta amministrazione con la citata dottrina e giurisprudenza, ovvero le specifiche ragioni di urgenza ed improrogabilità che obbligherebbero alla convocazione dell’assise consiliare».

Il Difensore civico fa specifico riferimento alla seduta del 4-5 aprile intanto perché successiva alla pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali (che riporta la data del 31 marzo) e poi perché, come sottolineato dai consiglieri che si sono rivolti a lui, «la seduta è stata tenuta nonostante che i gruppi consiliari di opposizione, prima dell’apertura dei lavori, avessero sollevato le loro pertinenti rimostranze sulla irregolarità della stessa riunione».

L’avvocato Grossi ha anche spiegato le caratteristiche di ‘urgenza’ e ‘improrogabilità’ che un provvedimento dovrebbe avere: «L’urgenza si ravvisa quando vi siano situazioni di estrema gravità, per le quali si debba provvedere con immediatezza, al fine di non pregiudicare l’interesse pubblico, mentre l’improrogabilità è connotata dall’esigenza che la situazione non possa subire dilazioni, a causa della scadenza di un termine che renda indifferibile l’adozione dell’atto».

Queste due caratteristiche, fanno notare i consiglieri di opposizione, non riguardano i provvedimenti discussi nella seduta del 4-5 aprile. E, a quanto pare, il Difensore civico è d’accordo con loro e potrebbe a questo punto bloccare qualunque provvedimento adottato a fine mandato dall’amministrazione Lapenna.

13/04/2011 9.41